L'aula del Senato

Via libera definitivo al decreto sisma. È stato approvato dal Senato con il voto di fiducia chiesto dal governo, con 160 voti favorevoli, 119 contrari e nessun astenuto, ma al voto non ha partecipato tra gli altri il senatore spoletino del M5s, Stefano Lucidi. Il provvedimento che prevede norme per l’accelerazione e il completamento della ricostruzione nei paesi colpiti dal sisma, aveva avuto l’ok della Camera il 28 novembre scorso, quando il centrodestra si era astenuto. Diventerà legge con la pubblicazione del testo sulla Gazzetta ufficiale.

Le misure del dl Sisma Busta paga pesante le misure principali del dl sisma, come già emerso, c’è la cosiddetta busta paga pesante incassata dei terremotati del Centro Italia la cui restituzione viene abbattuta del 60 per cento, mentre il restante 40 per cento potrà essere rateizzato in 10 anni. Per chi ha scelto, invece, di non percepire la busta paga pesante sarà emanata una circolare dell’Inps che conterrà le modalità per avere il rimborso del 60 per cento di quanto versato. Tra le norme anche l’eliminazione dell’Imu sugli immobili inagibili, che vengono anche esclusi dal computo per l’Isee, e l’estensione della misura ‘Resto al sud’ alle zone del cratere del Centro Italia, con contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per attività imprenditoriali under 46, ma senza limiti di età per i Comuni maggiormente colpiti. Contributi a fondo perduto e mutui a tasso zero per le imprese agricole nei Comuni del cratere; l’accelerazione delle pratiche per la ricostruzione privata attraverso autocertificazione dei professionisti, che gli stessi hanno già bocciato nei giorni scorsi. Novità anche l’istituzione di programmi regionali straordinari di ricostruzione per i territori maggiormente colpiti; le anticipazioni del 50 per cento dei compensi dei professionisti e costituzione di un fondo di rotazione; la proroga dei mutui degli enti locali fino al 2021 e possibilità per i piccoli Comuni di scegliere segretari di classe superiore. Il provvedimento destina poi 27 milioni di euro per interventi straordinari fino ad un massimo di 200 mila euro nei Comuni terremotati fino a 30 mila abitanti; 50 milioni di euro per lo sviluppo economico e imprenditoriale del territori colpiti per contratti di sviluppo volti a adeguare, riqualificare e sviluppare aree di localizzazione produttiva, per attività e programmi di promozione turistica e culturale, attività di ricerca, innovazione tecnologica e alta formazione, per interventi per il sostegno delle attività imprenditoriali, interventi per l’accesso al credito anche per piccole e micro imprese, interventi di connettività anche attraverso la banda larga. Esteso il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese per ulteriori 3 anni, comprese le imprese dell’agroalimentare per importi garantiti fino a 2,5 milioni. Sul fronte della scuola, proroga per gli anni scolastici 2020-2021 e 2021-2022 le deroghe per la composizione delle classi e la possibilità di avere più personale. Sono inoltre stanziati 2 milioni di euro per personale tecnico amministrativo con possibilità di utilizzo anche di personale delle aziende in house.

Tesei: «Dispiacere per emendamenti» «Con dispiacere abbiamo constatato che la gran parte degli emendamenti che erano stati condivisi con tutte le Regioni interessate dal sisma non sono stati accolti nel testo definitivo, specialmente quelli di natura economica e quelli che riguardano il potenziamento del personale delle strutture». E’ quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, che sottolinea come «sicuramente la mancanza di discussione, soprattutto al Senato dove è stata posta la ‘fiducia’, non ha contribuito ad arricchire il decreto Sisma con quelle che erano le indicazioni che arrivavano, anche attraverso le Regioni, dai sindaci, dalle associazioni, dagli imprenditori e dai cittadini dei territori coinvolti. Mi auguro che almeno i provvedimenti economici possano trovare spazio nella manovra di Bilancio del Governo». «La prossima settimana – annuncia la presidente – sarò nuovamente a Roma per una riunione con il Commissario straordinario alla ricostruzione nella quale faremo il punto alla luce del decreto oggi licenziato e per tracciare una via concreta nella direzione di una ricostruzione che necessità, il più presto possibile – conclude – , di un cambio di marcia».

Forza Italia: «Testo unico emergenza» Sul decreto sisma attacca Forza Italia secondo cui il provvedimento «non risolve la grave situazione dei territori terremotati e non affronta le emergenze ancora in piedi». A dirlo le senatrici di Forza Italia, Alessandra Gallone e Fiammetta Modena, nel corso di una conferenza stampa sul dl Sisma che si è svolta a palazzo Madama. «Le nostre proposte arrivano dai sindaci, dai cittadini e dagli imprenditori delle zone del cratere che si sentono abbandonati e che vedono sprecata anche questa occasione», ha osservato Gallone. «Chiediamo un Testo Unico per le emergenze – ha proseguito -, la trasformazione delle aree del cantiere in Zone economiche speciali, una semplificazione fiscale e la stabilizzazione del personale che lavora alla ricostruzione. Non è nostra intenzione usare il decreto sisma contro il governo perché le proposte che avanziamo sono di buonsenso ma questo testo non funziona e non risolve. Purtroppo – ha concluso Gallone – l’Italia non merita un governo come questo, raffazzonato e pericoloso». «Il decreto sisma – le ha fatto eco la collega Modena – non risolve tre grandi problemi rimasti aperti sul territorio: l’emergenza abitativa, con molti territori ancora invasi dalle macerie, quella lavorativa e imprenditoriale e soprattutto lo spopolamento di tantissimi Comuni».

Lega: «Flop autocertificazioni» In conferenza stampa anche i senatori della Lega, che contestano «questa maggioranza tutta tasse e bugie non ha vergogna nemmeno quando si affrontano questioni delicate come quelle legate al SISMA del 2016. In questa conferenza stampa smascheriamo un provvedimento vuoto nato in tutta fretta e varato a soli tre giorni dalle elezioni umbre, passato alla Camera dai 9 articoli iniziali ai 50 attuali senza comunque scogliere alcuni nodi fondamentali».A dirlo Paolo Arrigoni, Luca Briziarelli, Giuliano Pazzaglini e Francesco Bruzzone a margine della conferenza stampa congiunta dell’opposizione sul decreto sisma. «Denunciamo – aggiungono – l’atteggiamento del governo che si limita ad un contentino per le zone terremotate, senza dare alcuna concreta risposta a quei quesiti posti per dare corso a una ricostruzione efficace e coerente; ribadiamo che l’autocertificazione non solo è un flop ma rischia di creare la paralisi nella ricostruzione; solleviamo il problema della cronica carenza del personale nei comuni coinvolti, che fiacca la struttura degli enti locali rallentando ulteriormente la macchina amministrativa; stigmatizziamo la lentezza della ricostruzione pubblica, impedita da incapacità e assurdi burocratici, gli stessi che generano incomprensibili vincoli alla ricostruzione privata. Avevano un’occasione e l’hanno sprecata dimenticando il Paese e chi attende un concreto segnale di presenza dello Stato».

Anagrafe antimafia A Perugia, mercoledì mattina, si è riunita in prefettura la struttura di missione costituita dal ministero dell’Interno per verificare la documentazione antimafia degli operatori economici impegnati nei lavori di ricostruzione dei Comuni colpiti dagli eventi sismici che si sono verificati a partire dal 24 agosto 2016. In particolare, la struttura si occupa dell’aggiornamento dell’anagrafe antimafia degli esecutori a cui sono tenuti a richiedere l’iscrizione gli operatori economici interessati a partecipare alla ricostruzione. Nel corso del 2018 sono state 1.222 le imprese che hanno chiesto l’iscrizione e nel corso del 2019 a oggi sono 1.176 le istanze pervenute in tale ambito. È stata evidenziata infine la necessità di continuare a monitorare con la massima attenzione le attività connesse alla ricostruzione per prevenire ogni possibile tentativo di infiltrazione della criminalità organizzata.

 

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