Sono 66 gli emendamenti al Dap presentati dall'Idv

Agricoltura, energia, ambiente, infrastrutture, sanità e politica economica. Non risparmiano quasi nessun ambito del Documento annuale di programmazione economica i 66 emendamenti, destinati a crescere,  presentati dall’Italia dei Valori. Secondo i dipietristi il testo della giunta presenta lacune e dimenticanze. Il problema è che in giunta siede anche Carla Casciari, assessore alle Politiche sociali nonché vicepresidente della giunta. E proprio la presenza della Casciari in giunta offre il la all’attacco del consigliere Pdl Andrea Lignani Marchesani: «Lei – dice in una nota – ha votato a favore del Dap, senza alcun distinguo in sede di trasmissione dell’Atto al Consiglio regionale».

Lignani ci relega a passacarte Per Lignani Marchesani questo significa che, «o il vice presidente della giunta non è più in accordo con il suo partito di riferimento che l’ha imposta a tale rango senza aver preso lo straccio di un voto, oppure non è in grado di valutare le sensibilità proprie di una forza di lotta e di governo». «Anziché attaccare la presidente – replica il gruppo consiliare dell’Idv – se la prende con chi le muove rilievi, nella più classica delle strategie del centrodestra locale: mentre Lignani sbandiera intenti bellicosi, Marchesani strizza l’occhio al capo, nella speranza di raccattare le briciole rimaste in tavola. Questa voglia di inciucio è la vera tagliola della politica regionale e per giunta denota una desolante approssimazione istituzionale, relegando il ruolo del Consiglio regionale a mero passacarte. Rispetto al comportamento dell’assessore Casciari, quest’ultima è responsabile della parte del Dap di sua competenza, non a caso quella meglio riuscita».

Aggiungere valore Non si tratta di «giochi politici», hanno spiegato in mattinata Brutti e Dottorini illustrando gli emendamenti, ma di «aggiungere valore» al documento più importante della programmazione regionale attraverso una discussione fra le forze politiche di maggioranza che è mancata: «Esso – dicono – contiene delle linee politiche che, a nostro giudizio, contraddicono le impostazioni generali».

Rifiuti Si comincia coi rifiuti: «Il Dap ripropone gli strumenti classici, sorvolando sul fatto che la raccolta differenziata non ha raggiunto i parametri previsti dal Piano rifiuti. Non vorremmo – ha specificato Dottorini – che questo finisca per essere il via libera alla soluzione inceneritore. Inoltre, in un Documento che ricalca fedelmente quelli che lo hanno preceduto, non vi sono tracce così evidenti della ‘green economy’, su cui si dice di voler puntare. Non si parla della revisione dei canoni per l’imbottigliamento delle acque minerali, con dei costi risibili per le aziende che lucrano su tale risorsa senza peraltro produrre occupazione. Credo che se ci occupassimo di acque e ambiente più che dei Santi – ha detto il capogruppo dell’Idv – saremmo perfino più rispondenti all’autentico messaggio di San Francesco».

Zootecnia Altro capitolo scottante quello dell’agricoltura: «Non c’è traccia di un piano per la zootecnia sostenibile – ha rimarcato Dottorini – mentre si prevedono colture e zootecnia intensive. Non si parla di agricoltura biologica, che certamente non è la soluzione definitiva per la crisi del settore, ma di sicuro una risposta adatta alle caratteristiche della nostra regione. Altra grave dimenticanza la legge che abbiamo fortemente voluto sui Gas (gruppi di acquisto solidale) che comprende il ragionamento sulla filiera corta e sulle merci a chilometri zero, il testo della quale ci è stato richiesto dai consiglieri di diverse altre Regioni che ne hanno riconosciuto la validità e intendono adottarlo”.

Sanità Infine la questione sanità: «Non c’è un accenno a ‘sanitopoli’, vicenda giudiziaria che – per Dottorini – necessita di risposte politiche, così come manca completamente una analisi degli errori del passato. Insistiamo sulla necessità che i ruoli apicali siano assegnati in base alla qualità, non per designazione politica. Senza dimenticare la questione relativa al cosiddetto ‘repartino’, tuttora insoluta».

Dalle infrastrutture al fotovoltaico Il consigliere Paolo Brutti si è addentrato invece nella partita delle infrastrutture: “Ripetiamo l’esperienza già passata, che prevede accordi-quadro con il Governo su una sterminata serie di cose da fare alla quale non segue la fase della realizzazione. Non vengono individuate le priorità fra le varie infrastrutture rimaste in sospeso o a metà dell’opera, ma compito della politica, anche se difficile, è quello di operare delle scelte.  Infine, Brutti ha illustrato altre possibili soluzioni nel campo dell’agricoltura e della zootecnia: «Sarebbe opportuna una riconversione del tabacco, settore avviato alla dismissione, al fotovoltaico, che sarebbe altrettanto remunerativo. Gli stessi impianti a biogas non dovrebbero essere situati su zone agricole ed irrigue. Più opportuno andare dove c’è un’agricoltura non destinata a consumo alimentare».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.