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Il Consiglio regionale ha abolito 7 organismi inutili

Tra osservatori, comitati e commissioni il Consiglio regionale lunedì mattina ha deciso di sopprimere sette organismi collegiali giudicati inutili sulla base di un’istruttoria che ogni anno viene compiuta dagli uffici regionali. I primi sei proposti dalla Giunta sono l’Osservatorio dei prezzi e dei consumi, l’Osservatorio regionale sulla riforma della Pubblica amministrazione, il Comitato tecnico scientifico medicina dello sport, tutti e tre istituiti nel 1988, la Commissione per classificazione e la vigilanza sulle strutture alberghiere del 1993, la Commissione per la fissazione delle tariffe delle professioni istituita nel 1988 e la Commissione esaminatrice per l’abilitazione all’esercizio delle guide turistiche del 1999. Il settimo organismo, l’Osservatorio sociale regionale attivo dal 1997, ha spiegato il relatore di maggioranza, «è stato rilevato dalla prima Commissione e come tale inserito fra quelli da sopprimere».

Opposizione contraria L’atto è stato approvato con i voti della sola maggioranza, dato che l’opposizione di centrodestra, tramite il relatore di minoranza Massimo Monni, lo ha giudicato «minimale: i tagli apportati dalla Giunta agli organismi – ha detto Monni in Consiglio – sono stati minimali, pur a fronte di un ampio dibattito politico sulla necessità di snellimento della macchina pubblica che come tale avrebbe richiesto più coraggio».

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.