La stanza di una struttura sanitaria umbra (©Fabrizio Troccoli)

«L’incompatibilità del sindaco Bandecchi dimostra l’inaffidabilità dei suoi collaboratori, gli stessi che spingono per il project financing del nuovo ospedale». Così il M5s di Terni lega il parere del Viminale sulla posizione dell’imprenditore livornese che occupa la poltrona di primo cittadino della Conca alle vicende sanitarie che animano il dibattito nell’ultimo periodo. Sulle questioni della salute, il consigliere Regionale del Pd Fabio Paparelli mette il carico: «Il nuovo nosocomio – attacca – è l’emblema della mancanza di capacità di governo»

Caso incompatibilità «Secondo il ministero degli Interni – osservano i pentastellati – Stefano Bandecchi è incompatibile con la carica di sindaco di Terni. Questo dimostra che il primo cittadino ha un problema enorme con i suoi collaboratori più stretti e fidati. Al netto delle pezze messe in corso d’opera per sanare la situazione e che hanno portato alla vendita della Ternana Calcio, ricordiamo quando il vicesindaco Corridore arringò un parere in cui diceva ai consiglieri di votare tranquillamente perché non c’era nessuna incompatibilitàma  il parere del Viminale dimostra la totale inaffidabilità di chi consiglia e circonda il sindaco. Questo, naturalmente, a meno che Bandecchi non abbia scientemente mantenuto i ruoli nella Ternana Calcio come vetrina elettorale sapendo benissimo che come sindaco avrebbe dovuto rinunciare ai suoi progetti per la città, in tal caso prendendo in giro cittadini e tifosi. Quel che è certo è che il sindaco aveva torto e l’arroganza riversata verso le opposizioni e verso la segretaria generale del Comune confermano che a tanta sicurezza nei toni non corrisponde altrettanta competenza rispetto quanto afferma. Atteggiamenti gravi che hanno tratto in errore i consiglieri di maggioranza che hanno votato un atto impugnabile (la convalida degli eletti) esponendosi in prima persona a potenziali contenziosi».

M5s «Non siamo noi – proseguono – a dover dire se il sindaco abbia sanato le sue incompatibilità con la vendita della Ternana Calcio, quello che ci preoccupa è che gli stessi consiglieri oggi gli suggeriscono di sostenere l’idea di un nuovo ospedale privato a Terni. A questo punto siamo tutt’altro che in buone mani. Il fallimento dei project financing è sotto gli occhi di tutti, soprattutto a Terni. Esempi lampanti come l’enorme buca lasciata a Corso del Popolo con tanto di deflagrazione di Atc servizi e parcheggi, il fallimento della gestione delle Piscine dello Stadio e non ultimo il rimpallo di responsabilità sui costi di gestione del nuovo Palazzetto. Mai più schiavi di Perugia – ammoniscono dal Movimento – al di là dello slogan, vuol dire che non ci devono essere disparità di trattamento sull’accesso alle cure rispetto a chi ha avuto garanzie di vedersi costruire un ospedale pubblico di eccellenza e verso chi è costretto a far ricorso ad una sanità privata mascherata da pubblico».

Fabio Paparelli E a proposito di sanità l’esponente Dem a Palazzo Cesaroni sintetizza: «Fa acqua da tutte le parti e il nuovo ospedale di Terni è l’emblema della mancanza di capacità di governo. La situazione peggiora giorno dopo giorno. Si continua a operare senza un’effettiva guida dei processi e con scarsa competenza rispetto alle azioni da mettere in campo. Sul nuovo nosocomio ternano, al di là delle dichiarazioni di facciata, la verità è che la giunta regionale non sa ancora cosa fare. Insistere, come ha fatto di recente, con il project financing, nonostante la bocciatura del progetto presentato, appare una scelta dettata dalla disperazione. La verità è che non si vogliono, o non si possono, investire risorse tali da garantirne la realizzazione, così come sono invece state assicurate per tutti gli altri ospedali della regione. Il sindaco Bandecchi ha votato in Consiglio comunale un atto che prevedeva la costruzione del nuovo ospedale con risorse interamente pubbliche. Un impegno che è stato già rimangiato, così come quello sulle tempistiche dell’opera. Elementi che ci consentono di dubitare della sua affidabilità. Appare inoltre curioso che solo a Terni servano i privati per realizzare l’ospedale. Detto ciò, se qualcuno pensa di posare la prima pietra tra sei mesi, per quella data, farà bene a prendere altri impegni. Al momento l’unica certezza è che, questa nuova struttura, che tutti noi riteniamo necessaria, non compare né sul nuovo piano sanitario regionale, né sulla relazione di parifica del bilancio regionale della Corte dei Conti. Per rimanere in provincia di Terni non va meglio all’ospedale Narni – Amelia che rimane ancora nell’incertezza finanziaria più totale. Né all’ospedale di Orvieto che non è più in grado di garantire i servizi essenziali, a partire dalla confusione venutasi a determinare sull’emodinamica, con una Giunta regionale che non rispetta neppure il dettato dell’Assemblea legislativa».

Sanità umbra «Rispetto al quadro più generale – prosegue Paparelli – continuiamo a registrare come il nuovo piano sanitario è ancora fermo, così come la convenzione con l’Università, che è totalmente da riscrivere. Nel frattempo, si agisce con provvedimenti spot, nell’ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera e della sanità territoriale dando prova di incapacità a progettare anche le case di comunità e a ripensare la sanità territoriale in modo adeguato. I risparmi attesi, nonostante i tagli di prestazioni e servizi e la chiusura di interi reparti, stentano ad arrivare, come nel caso emblematico della spesa farmaceutica. Per altro si continua a tagliare, nonostante l’aumento del fondo sanitario nazionale. Ma allora come è possibile che in passato con 180 milioni in meno di fondo sanitario si erogavano servizi e cure migliori? Nonostante lo sforzo finanziario messo in campo dalla Regione risulta emblematico anche il fallimento del piano di rientro delle liste d’attesa. L’obiettivo fissato per luglio non è stato infatti centrato nonostante il coinvolgimento importante della sanità privata. Essere passati in soli quattro anni, da Regione benchmark in Italia a circa metà classifica – conclude Paparelli – è la dimostrazione più plastica che siamo di fronte ad una sistema che sta perdendo velocemente quota. Per riprendere il volo, prima che sia troppo tardi, serve innanzitutto cambiare il personale in cabina di pilotaggio».

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