«Monti dovrebbe prima di tutto interrogarsi sul fatto che proprio le sue politiche economiche siano state la causa di una recessione che ha duramente colpito imprese lavoratori e famiglie nel nostro Paese». Così la presidente della Regione Catiuscia Marini risponde a Monti, in mattinata a Perugia per un appuntamento elettorale di Scelta Civica, dal palco di un’assemblea a Perugia di pensionati iscritti allo Spi-Cgil. «Sull’Imu il premier – ha detto Marini – invece di dire ora in campagna elettorale che può essere ridotta, se avesse ascoltato a suo tempo Comuni e Regioni su un diverso modo di impostarla, avremmo avuto una tassazione certamente più equa». Riferendosi alle affermazioni su un Umbria «senza un progetto per il futuro», Marini ha sottolineato che «se Monti si fosse confrontato con noi, amministratori dell’Umbria, e con il nostro modo di governare, avrebbe compreso quanto noi siamo rivolti al futuro di quanto lo sia lui stesso».
LA MATTINATA PERUGINA DI MONTI: UMBRIA DURAMENTE COLPITA DALLA CRISI
Condividiamo prospettiva con Cgil Infine, sempre rivolgendosi al premier «e alle sue accuse al Pd di essere troppo vicino ad una Cgil conservatrice», Marini ha ribadito che «con questo sindacato condividiamo una prospettiva di cambiamento del paese basato su equità, moralità e lavoro. E diciamo basta, invece, alla ricetta montiana del taglia e tassa e basta. «Qui – ha aggiunto Marini, riferendosi all’assemblea dello Spi – ci sono tanti pensionati che hanno conosciuto e conoscono sulla loro pelle gli effetti di una politica rigorista che li ha pesantemente penalizzati. Una politica cui noi, in Umbria, non abbiamo voluto sottometterci, soprattutto per quanto riguarda le politiche sociali, come quelle per l’autosufficienza degli anziani. Nonostante il Governo abbia pratuicamente azzerato questi fondi, noi abbiamo mantenuto le nostre risorse affinché non venisse meno un livello di servizi essenziale per una vita dignotosa, soprattutto per le fasce piu deboli, a comuinciare dagli anziani e dai pensionati con redditi bassi».
Nuova politica fiscale Per la presidente, «in questo paese occorre una nuova politica fiscale che sappia incentivare le imprese capaci di creare lavoro, scommettere su ricerca e innovazione, che sfidano il mare aperto della globalizzazione. una politica fiscale che aiuti i lavoratori, le imprese, le famiglie e, quindi, aiutio il paese a tornare a crescere». «Sempre al presidente Monti – ha proseguito Marini – dico che c’è spesa pubblica buona e spesa pubblica cattiva. Quella buona è quella che sostiene scuola, sanità e politiche sociali. Perché dietro questa spesa pubblica ci sono i diritti dei cittadini, c’è una idea di paese che vede nelle politiche di welfare non solo il giusto sostegno alla coesione sociale, ma anche alla sua capacità di sostenere la stessa economia. Quanto alla sanità se poi la ricetta di Monti – ha concluso la presidente – è quella che vuole un arretramento della sanità pubblica, del ritorno al sistema delle mutue che abbiamo conosciuto prima della riforma, allora dico che noi stiamo da un’altra parte. dalla parte di chi crede ad un servizio sanitario pubblico universalistico e di qualità, che mette al centro la salute del cittadino e soprattutto che non lasci indietro chi ha di meno, privandolo così del diritto alla cura della sua salute».
