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La presidente della Regione Catiuscia Marini
La presidente della Regione Catiuscia Marini

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Incassato senza troppi scossoni il sì sulla riforma della sanità da parte del consiglio regionale, a partire dal 2013 e per tutta la seconda parte della legislatura le priorità della presidente Marini e della giunta sono due: «Imprese e lavoro». I numeri che disegnano un’Umbria che ha subito più duramente i colpi della crisi e che sta perdendo il contatto con le regioni del Nord impongono di mettere al centro quei due temi: «Il 2013 – ha detto la Marini nel corso della conferenza stampa di fine anno – sarà l’anno dell’impegno più intenso a favore delle imprese e del lavoro». La presidente era circondata dalla giunta quasi al completo: all’appuntamento mancava infatti l’assessore allo Sviluppo Riommi che si è visto negare la deroga e che molti descrivono furente.

IL DOCUMENTO: LA RELAZIONE DI FINE ANNO DELLA GIUNTA

Il rimpasto Con Rossi «derogato» e con un piede in parlamento e Rometti pronto, in virtù del patto di ferro tra Bersani e Nencini, ad essere inserito nelle liste pd, da fine febbraio si aprirà il capitolo del rimpasto di giunta: «Intanto – dice la Marini – penso che chi ha fatto esperienza come assessore può ben rappresentare i cittadini. Faccio a loro un in bocca al lupo e le valutazioni le faremo dopo il voto». Per sostituire (in caso di elezione) Rometti e Rossi si userà il bilancino per rispettare tutti gli equilibri (di partito e territoriali) o si avranno mani libere? E la possibile apertura del Pd ai centristi influirà? «Il consiglio regionale – risponde Marini – è quello eletto nel 2010».

Maggioranza solida Quel che è certo è che la presidente sente di avere alle spalle una maggioranza solida nonostante i mal di pancia che non sono mai passati dalla fisiologia alla patologia: «Non c’è stato alcun atto di quelli fondamentali compiuti da questa giunta – ha detto la presidente – che non sia stato votato con il consenso dell’intera maggioranza di centrosinistra, che si è così dimostrata autosufficiente sotto il profilo politico. Sulla sanità, ad esempio, il voto è stato molto significativo». Dal voto del 24 febbraio poi la presidente sostiene che uscirà «una maggioranza di centrosinistra rafforzata», mentre con un filo d’ironia si guarda ai problemi del Pdl: «Più che altro – dice – mi domando quale ruolo avranno le opposizioni, con un quadro politico che sta mutando per il centrodestra in modo rilevante».

Il nuovo governo E guardando a marzo negli auspici della Marini c’è la formazione di un governo di centrosinistra con cui reimpostare il dialogo. Tre i punti che la presidente vorrebbe mettere sul tavolo del confronto: «Primo, oltre al risanamento – dice – c’è bisogno di più equità. L’Umbria la chiederà con forza e spero che lo facciano anche i presidenti delle altre Regioni. Secondo, c’è bisogno di politiche industriali e per creare posti di lavoro, per accompagnare gli investimenti. Terzo, la sanità: nel 2013 e 2014 saremo sottofinanziati, occorre un governo più rispettoso delle autonomie locali che in questi anni sono state lungo la frontiera su tanti temi».

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.