di Daniele Bovi
Consorzi di bonifica, indietro tutta. La girandola di ipotesi degli ultimi mesi intorno ai non troppo amati consorzi pare aver trovato un punto fermo giovedì pomeriggio, al termine di una giornata convulsa per la riforma endoregionale. Nel corso di una riunione di maggioranza la giunta regionale ha scelto di procedere con il superamento dei consorzi, o meglio della tassa ad essi legata, tornando quindi all’ipotesi originaria. In un primo momento infatti l’esecutivo guidato da Catiuscia Marini annuncia di voler cancellare i tre consorzi. Poi, dopo che in luglio tutti i gruppi consiliari votano un odg che punta al superamento degli stessi, in Prima commissione arriva un testo in cui si opta per una ridistribuzione delle funzioni.
I dettagli Secondo quanto emerso infatti, e fatto salvo un approfondimento legislativo che verrà svolto dagli uffici tecnici dell’assessorato guidato da Gianluca Roiss, le funzioni pubbliche, che riguardano essenzialmente la tutela dell’assetto idrogeologico, verranno conferite all’Agenzia forestale. Ai consorzi rimarrebbero quindi solo quelle irrigue. La porta rimarrebbe aperta per quei comuni che volessero delegare le funzioni ai consorzi. Il punto fermo però è che non si pagherebbe nulla, essendo il tutto finanziato con la fiscalità regionale.
Il blitz sulle Province Consorzi a parte, la giornata è iniziata con un blitz in Prima commissione dove Idv e Pdl hanno affossato le nuove deleghe alle Province contenute nel testo della riforma che ridisegna l’architettura istituzionale della regione. Con un emendamento dell’Idv votato anche dai consiglieri di minoranza infatti, vengono assegnate agli enti provinciali unicamente la viabilità e la gestione del demanio stradale, compresa la riscossione dei canoni concessori. Addio così, almeno per quanto riguarda il cammino della riforma in commissione (in Consiglio si vedrà), alla delega per la tutela ambientale e a quella che mirava ad affidare alle Province la gestione delle aree naturali protette.
Si va in aula La contrarietà dell’Italia dei valori, o almeno del gruppo regionale del partito, sull’attribuzione delle nuove deleghe era nota da tempo. L’approvazione dell’emendamento costringerà ora l’ufficio legale di palazzo Cesaroni a rivedere l’intero articolato, viste le conseguenze dirette che, a cascata, si riflettono su tutto il resto del testo. Dell’esito della commissione la presidente Marini sarebbe assai poco soddisfatta, mentre i dipietristi nel corso del summit pomeridiano di maggioranza hanno chiesto che in aula la decisione presa dalla commissione non venga corretta.

