La sede del Consiglio regionale umbro

di Daniele Bovi

Per sapere ufficialmente chi sarà il prossimo presidente dell’assemblea legislativa regionale bisognerà probabilmente aspettare venerdì. Alle 15.30 di giovedì infatti partirà ufficialmente la decima legislatura con la prima riunione del nuovo consiglio regionale a venti. A presiederla sarà il consigliere anziano, Silvano Rometti, e due sono i punti all’ordine del giorno, ovvero l’elezione del nuovo presidente dell’assemblea e dell’Ufficio di presidenza. Per centrare il risultato nei primi tre scrutini occorrerà una maggioranza dei quattro quinti, quindi almeno 16 voti, mentre nella quarta, che eventualmente si terrà il giorno dopo, il quorum si abbassa: per l’elezione del presidente basterà la maggioranza assoluta. Presidente e membri dell’Ufficio rimarranno in carica 30 mesi e saranno rieleggibili. Con tutta probabilità alla seduta non si arriverà con un accordo largo largo e così il Pd dovrà aspettare venerdì per portare a casa l’elezione di Porzi.

Prima seduta Nei primi tre giri così sarà tana libera tutti, con il Pd che voterà scheda bianca, e poi si andrà a maggioranza, quando a quel punto basterebbero solo i voti del Pd. Gli eletti dem infatti sono dieci, undici con la presidente Catiuscia Marini. La giornata buona quindi è venerdì, quando Porzi dovrebbe essere eletta insieme al vice presidente, che sarà Marco Vinicio Guasticchi. Quanto al centrodestra, che in queste ore ha fatto il punto in vista del calcio d’inizio, Claudio Ricci sarà il portavoce, il leghista altotiberino Valerio Mancini è stato candidato all’altra vice presidenza dell’assemblea (ad appannaggio delle opposizioni), mentre il forzista Raffaele Nevi punta alla presidenza della commissione Controllo e garanzia, istituzione che come di consuetudine spetta alle opposizioni.

Minoranza Pd In attesa della prima campanella la minoranza del Pd torna all’attacco dicendosi «molto preoccupata delle scelte della presidente Marini e della maggioranza del partito». I motivi riguardano una giunta «espressione solo di una parte della coalizione e di una parte del Pd», ma a non convincere è anche la scelta di puntare su Porzi, «questione interna agli equilibri dei gruppi della maggioranza del Partito democratico rischia di far partire la legislatura regionale nel segno esattamente opposto a quello necessario». Un quadro di fronte al quale si chiede un «allargamento della proposta di governo e di rappresentanza partendo, in primis, dalle sensibilità e dalle culture che sono presenti nel Pd e nella coalizione». Un Pd dove «l’attuale gruppo dirigente continua a presentarsi come soggetto politico sempre più chiuso e isolato».

PD, NASCE IL COORDINAMENTO DELLA SINISTRA

Dipendenti intimiditi Da registrare poi la polemica scoppiata mercoledì dopo le dichiarazioni del consigliere pentastellato Andrea Liberati, che in una nota parla di «intimidazioni verso i dipendenti regionali, mirate ad evitare contatti con gli esponenti del M5S». Dirigenti e funzionari secondo Liberati «stanchi dell’andazzo attuale» e che «dopo averci indicato molte irregolarità gestionali perpetrate in questi anni, hanno tutti manifestato forti preoccupazioni per la propria vita professionale, considerando le modalità da terrorismo psicologico, le sottili intimidazioni, le minacce più o meno larvate cui sarebbero adusi uomini di secondo piano del regime corrente». Liberati chiede alla presidente Marini «se abbia mai incoraggiato certi metodi o se, al contrario, li condanni fermamente».

La risposta A rispondere al pentastellato non è la presidente bensì il segretario generale del consiglio regionale, Fabio Piergiovanni, che spiega di «non essere a conoscenza dei fatti cui fa riferimento il consigliere Andrea Liberati che, se confermati, sarebbero sicuramente gravi e censurabili. Invito quindi il consigliere a dettagliare circostanze e nomi di responsabili di tali eventuali azioni all’autorità giudiziaria, o al sottoscritto». «Nessuno – risponde però Liberati – ha mai richiesto del segretario, nemmeno in modo indiretto: la questione è infatti da noi posta su un piano eminentemente politico e morale. Per questo nel comunicato odierno formuliamo precise domande soltanto alla presidente di Regione».

Twitter @DanieleBovi

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