di Daniele Bovi
«Ma chi è Stefano Anastasia?». La domanda, da parte di alcuni consiglieri, restituisce il clima in cui giovedì, poco prima delle 13, è stato eletto il nuovo garante regionale dei detenuti che succede al professor Carlo Fiorio. L’elezione è arrivata solo alla terza votazione con una maggioranza dei due terzi e al termine della sessione dedicata al bilancio, approvato dalla maggioranza. In totale ad Anastasia sono andati 16 voti (Marco Squarta, Fratelli d’Italia, non ha partecipato al voto) dopo i primi due tentativi andati a vuoto tra bianche, schede nulle, consiglieri che chiedono chi sia il candidato e anche qualche voto andato a Catiuscia Marini e Donatella Porzi, quest’ultima assai perplessa a proposito dello spettacolo offerto dall’aula.
I curriculum Nel gennaio scorso l’Ufficio di presidenza di palazzo Cesaroni aveva preso atto delle cinque candidature arrivate, ovvero quelle di Simona Materia, Stefano Anastasia, Fabiana Massarella, Alessia Nataloni e Ludovica Khraisat. Poi, in Prima commissione, c’è stata l’analisi dei curriculum, tra i quali il più adatto allo scopo era parso proprio quello di Anastasia. L’atto giovedì mattina è però arrivato senza una relazione introduttiva, fatto criticato da alcuni consiglieri. Stefano Anastasia è nato a Roma nel 1965, laureato in Scienze politiche. Ha svolto attività di consulente della Commissione per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato della Repubblica; è componente del tavolo di lavoro sulle misure di comunità nell’ambito degli Stati generali della esecuzione penale promossi dal Ministero della Giustizia; è presidente onorario dell’associazione Antigone per i diritti e le garanzie nel sistema penale.
Chi è Ricercatore di filosofia e sociologia del diritto all’Università di Perugia e autore di numerose pubblicazioni, tra il 2003 e il 2006 ha anche collaborato alla istituzione del primo ufficio per la tutela dei diritti dei detenuti voluto da un Comune italiano, e nel 2006 è stato capo della segreteria del sottosegretario alla giustizia Luigi Manconi con delega all’amministrazione penitenziaria. L’elezione di Anastasia viene salutata dai Radicali di Perugia che parlano di «ottima notizia che va a colmare il vuoto che si era creato. Peccato – scrivono – per i sette mesi persi. Ricordiamo infatti come questa nomina è un preciso obbligo di legge in capo all’Assemblea legislativa che avrebbe dovuto ottemperare entro lo scorso mese di settembre. Apprezziamo comunque che si è passati dagli oltre 7 anni di ritardo per la nomina del primo garante agli oltre 7 mesi di ritardo per questa nomina. In fondo, come dimostra la votazione odierna, bastava un minimo di buona volontà politica per arrivare a questo risultato senza perdere del tempo prezioso che ha rischiato di vanificare il proficuo lavoro del precedente garante fatto di una rete di supporto, di dialogo e di informazione sulle realtà carcerarie dell’Umbria».
Verini «La nomina – commenta poi il deputato pd Walter Verini, capogruppo del partito in commissione Giustizia della Camera – è molto importante. Il professor Anastasia ha una lunga e significativa esperienza sul campo, nello studio e nella progettualità di sistemi carcerari che, insieme alla certezza della pena, abbiano a cuore i principi umani e costituzionali della rieducazione, del reinserimento nella società di persone che hanno sbagliato, scontato la pena e che hanno il pieno diritto di avere un’altra possibilità di vita. In questo quadro la vigilanza sulle condizioni delle carceri, sul rispetto dei diritti dei detenuti avrà in Anastasia e negli altri componenti dell’Ufficio del garante dei solidi e affidabili punti di riferimento, che potranno continuare e sviluppare il positivo lavoro svolto fino a poco tempo fa dal professor Carlo Fiorio».
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