L'aula del consiglio regionale (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Per il momento c’è la mediazione sul bilancio, mentre per l’accordo che sancisca definitivamente la pace perduta dopo le nomine bisognerà aspettare. Giovedì mattina, dopo la maratona di martedì, è arrivata l’approvazione degli ultimi due atti, il Collegato e il previsionale 2016-2018, che compongono il bilancio (l’altro è la Legge di stabilità). In entrambi i casi, maggioranza compatta: 13 sì e 8 no. Quanto al previsionale, sono due gli ordini del giorno connessi approvati: con il primo (ok all’unanimità), voluto da centrodestra e civiche, si punta alla costituzione di un tavolo tecnico tra Regione, Anci e Cal per arrivare a una «definizione in modo strutturale e pluriennale» dei fondi dedicati al tpl; con il secondo, firmato dalla Lega e approvato con 20 sì nonostante un po’ di bagarre, si alza dal 10 al 15 per cento delle risorse destinate allo sport la somma da dedicare alle persone affette da disabilità.

Modifiche Tra gli emendamenti più importanti che hanno ricevuto l’ok insieme al Collegato, da segnalare quello dei bocciani con cui si chiede che sull’Organismo strumentale per gli interventi europei ci siano anche la verifica e il controllo da parte dell’Assemblea legislativa e quello, sempre dei bocciani, con cui si riduce, per gli enti strumentali della Regione, il limite massimo del ricorso alle anticipazioni di cassa dal 25 al 10 per cento. In aula poi c’è stata battaglia sul tema delle indennità che spettano ai consiglieri, con tanto di battibecco, parole grosse e pugni sbattuti sul tavolo da parte del capogruppo dem Chiacchieroni. Il battibecco è stato con il pentastellato Liberati, che ha proposto un taglio da 6.600 a 5 mila euro netti. In molti (vedi il forzista Nevi oltre allo stesso Chiacchieroni) hanno rivendicato il lavoro svolto dai consiglieri e il fatto che l’Umbria, dopo i vari scandali in altre regioni, sia stata tra quelle prese come punto di riferimento. Risultato? 5 sì (Liberati, Carbonari, Fiorini, Mancini e Squarta-FdI), un contrario (Chiacchieroni) e 12 astenuti.

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Centrale unica Di vitalizi parla un altro emendamento del M5S (non votato dato che verrà approfondito in commissione), con il quale si chiede che vengano tolti a coloro che sono stati condannati in via definitiva per reati contro la PA. Quanto agli ordini del giorno, via libera a maggioranza a quello di Chiacchieroni e Solinas che impone alla giunta di adottare entro il 14 maggio una legge per la costituzione della Centrale unica per gli acquisti (al momento non è stato nominato neppure il vertice). Ko invece quello del M5S con cui si sarebbe voluto l’arrivo di un commissario alla spending review. In mattinata è stato anche approvato il bilancio del consiglio regionale che ammonta a 19,2 milioni di euro (erano 22,6 milioni nel 2010). Un’approvazione però non all’unanimità, come di solito accade, ma solo a maggioranza.

Lo strappo Se dunque sul bilancio la maggioranza è stata compatta superando uno snodo decisivo date le tensioni (ma in realtà nessuno avrebbe scommesso neanche un centesimo su una rottura totale), sotto la cenere il fuoco cova sempre. «Noi – dice un bocciano – abbiamo il fiammifero pronto». Di sicuro la cena di lunedì tra i veri contendenti, cioè Catiuscia Marini e Gianpiero Bocci, se non ha segnato la pace quantomeno potrebbe aver tracciato un percorso e l’inizio di una fase più distesa. Il problema però sta nel capire su che basi, in concreto, la pace verrà siglata. La parola d’ordine bocciana è sempre quella, «rimuovere l’ostacolo», alias Walter Orlandi che secondo indiscrezioni potrebbe finire alla Centrale, e un «cambio di passo» sulle riforme. Al momento, riguardo a Orlandi, si tratta solo di rumors dato che nelle scorse settimane alla rotazione dei dirigenti era arrivato lo stop degli uffici di Bartolini. In salita, molto in salita, anche la strada di Andrea Cernicchi (il suo nome viene fatto circolare in queste ore) come vertice dell’Adisu: sul piatto ci sono incompatibilità riguardanti il suo recente passato di assessore e una consuetudine che vuole che siano nominati dei professori universitari. Insomma, se il clima è più disteso un accordo, in termini concreti, è ancora da trovare.

Twitter @DanieleBovi

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