di Daniele Bovi
Una sforbiciata secca al governo della Regione e alla sua massima assemblea, via il listino dei nominati e creazione di un meccanismo che punisca, decurtando il 10% dello stipendio, i consiglieri «fannulloni». Gianfranco Chiacchieroni uno dei tre provvedimenti di legge che puntano a una «riduzione di spesa della politica regionale» lo aveva nel cassetto da marzo. Lunedì mattina, a palazzo Cesaroni, la presentazione ufficiale di quello sulla riduzione dei membri di giunta e Consiglio e di altri due testi che ben si confanno, secondo il consigliere Pd ed ex sindaco di Marsciano, da una parte alla crisi generalizzata che impone sacrifici a tutti, dall’altra all’attuale «clima politico nuovo maturato in aula – ha detto – solo una settimana fa a seguito delle comunicazioni della presidente Catiuscia Marini sulla assoluta necessità di contenere la spesa pubblica in Umbria».
La sforbiciata Con un breve testo di tre articoli depositato all’inizio di marzo in commissione Statuto Chiacchieroni propone di portare il Consiglio regionale da 30 a 20 membri e la giunta da otto a quattro. «La riduzione dei costi della politica e la maggiore efficienza degli apparati istituzionali – spiega il consigliere nella relazione illustrativa che accompagna l’articolato – rappresentano tematiche alla ribalta e molto sentite in questo particolare periodo storico». Le altre due proposte riguardano, come detto, l’abolizione del listino dei nominati collegato al candidato presidente e la decurtazione del 10% dello stipendio dei consiglieri «poco attivi».
I «poco attivi» Secondo Chiacchieroni un provvedimento di questo tipo, già operativo in Germania, potrebbe funzionare sulla base delle presenze e degli atti effettivamente prodotti, come proposte di legge, mozioni, ordini del giorno, fino al taglio del 10% dello stipendio. Spesso la qualità del lavoro di un consigliere non si valuta solo dalle presenze o dal numero di atti presentati, che molte volte non portano a nulla di concreto, ma secondo Chiacchieroni occorre introdurre un metodo in linea con quello «dei manager delle aziende private, pagati in base alla produttività». «Dobbiamo lavorare di più – ha detto ancora – e contenere i costi del palazzo del potere che questo Consiglio rappresenta agli occhi di tutti».
Spending review e sanità «Le mie proposte di legge che mi auguro vengano portate al più presto all’esame delle Commissioni consiliari – ha concluso -, vogliono essere stimolo e pungolo a tutti noi, per realizzare anche in Umbria quella “spending review” necessaria a salvare il sistema dei servizi regionali». In cima alla lista dei servizi da salvaguardare c’è ovviamente la sanità sulla riforma della quale il Pdl, con una nota del capogruppo Raffaele Nevi, chiede un Consiglio straordinario dove «l’aula – spiega – possa assumersi la responsabilità di esprimersi e fare proposte». La riforma sarà poi la protagonista dell’incontro che si terrà martedì mattina a Pila (a Villa Umbra) tra i sindaci, la presidente Catiuscia Marini, l’assessore alla Sanità Franco Tomassoni e i presidenti delle Province umbre.


Interessante. bella iniziativa. Però perchè limitarsi al taglio del 10% per i fannulloni? tagliamo almeno il 50 % dello stipendio di chi non lavora, che ci sia una netta differenza tra chi è attivo e chi accupa la potrona senza far niente
Per amor di precisione, il taglio da 30 a 20 consiglieri e da 8 a 4 assessori lo ha proposto Monti assai prima di Chiacchieroni. Il Consiglio regionale, inoltre, non può legiferare in merito per cui sarebbe bastato un comunicato di condivisione con le intenzioni del governo senza bisogno di indossare il gonnellino della cheerleader, che tra l’altro non slancia neanche la tornita coscia del consigliere. Datemi una “M”, datemi una “O”, datemi una “N”, datemi un po’ d’attenzione…