Il presidente del consiglio regionale Eros Brega oggi a Perugia (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

«Non ho fatto della politica il mio lavoro che già ho e al quale non avrei problemi a tornare». Il presidente del consiglio regionale Eros Brega nel 2015, a legislatura terminata, potrebbe chiudere la sua carriera politica. A metà novembre scade il suo mandato al vertice dell’assemblea di palazzo Cesaroni: «Se penso al 2015 – ha detto mercoledì nel corso della conferenza stampa in cui ha voluto mettere sul tavolo tutti i costi di funzionamento della sede del consiglio regionale, la politica non mi appare come una priorità». Inoltre, stando alle parole di Brega, al presidente non interessano neppure gli appuntamenti elettorali del 2013 e del 2014, quando si andrà a votare per le elezioni politiche e per comuni assai importanti della regione come Terni, la sua città: «Sono appuntamenti che non mi inteessano».

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Lazio, tutti sapevano Parlando della presenza in tv dei personaggi legati agli ultimi fatti di cronaca, in primis quelli della Regione Lazio, Brega ha sostenuto che certi personaggi non dovrebbero essere spesi nei talk show, specialmente quelli delle tv pubbliche, e ha poi sottolineato che «questo fa male a tutti». «Si tratta di persone – ha aggiunto – che non meritano simili palcoscenici. Non mi interessa dare alcun giudizio penale o di altro tipo ma come cittadino mi dà fastidio». Riguardo al ruolo dei presidenti e delle assemblee, Brega ha sostenuto che «noi non possiamo fare i finanzieri. Certa gente se vuole rubare, ruba. Lo sbaglio però è singolo e non può ricadere indistintamente su tutti. Di certo nel Lazio non c’è nessuno estraneo a quella stuazione: chi dice che non sa, sta mentendo».

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One reply on “Consiglio regionale, Brega: «Nel 2015 tornerò al mio lavoro. Lazio, mente chi dice che non sapeva»”

  1. Ha ragione. Per legalizzare il saccheggio del denaro pubblico basta farlo diventare “sistema” facendo approvare dal Consiglio (a cui tutti appartengono) le leggi necessarie ed utili a tutti così da far sentire “innocenti” i singoli. Tutti, maggioranza e presunta opposizione, sapevano perchè tutti ne beneficiavano e nessuno, prima degli scandali, ha mai proposto riduzioni o abolizione degli scandalosi privilegi degli incarichi politici che aumentano la corruzione a tutti i livelli e, in diversa misura ma con analoga sostanza, in tutte le regioni. Umbria compresa.

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