Eros Brega (foto F.Troccoli)

Così come deciso nei giorni scorsi dal gruppo Pd, è Erosa Brega il nuovo presidente della Seconda commissione consiliare, che si è riunita lunedì mattina per l’insediamento. Brega ha ottenuto cinque voti mentre Emanuale Fiorini, vicepresidente, due (Andrea Liberati, M5S, si è astenuto). Il cambio si è reso necessario dopo che una sentenza del Consiglio di Stato ha stabilito che uno dei dodici scranni di maggioranza spetta a Carla Caciari (Pd) e non a Giuseppe Biancarelli (Umbria più uguale). L’elezione di Brega porta con sé quella di Gianfranco Chiacchieroni a capogruppo del Pd. Quest’ultimo prende il posto del segretario regionale dei dem Giacomo Leonelli, che proprio nei giorni scorsi aveva resa nota la volontà di abbandonare il ruolo.

Brega presidente La Seconda commissione così ora è composta da Eros Brega, Giacomo Leonelli, Gianfranco Chiaccheroni, Andrea Smacchi, Silvano Rometti, Emanuele Fiorini, Claudio Ricci e Andrea Liberati. Dagli interventi dei consiglieri presenti è emersa l’intenzione di concentrare l’attenzione e i lavori della Commissione su alcune tematiche prioritarie, quali sviluppo economico, ambiente, lavoro, occupazione, fonti energetiche e problematiche viarie. Prima di aggiornare i lavori, Brega ha sottolineato «l’importanza che i lavori della commissione siano orientati alla concretezza, attraverso l’esame degli atti legislativi in primo luogo, con attenzione particolare ai temi prioritari per l’Umbria, la sua economia e il suo territorio. Dovremo affrontare le tante vertenze aperte, anche attivando la Conferenza regionale dell’economia e del lavoro, riconvocandola nella città di Terni, per mettere all’ordine del giorno le tante criticità di quell’area».

Si riunisce l’assemblea Quanto al consiglio regionale, l’assemblea tornerà a riunirsi martedì. All’ordine del giorno il question time, con otto interventi calendarizzati, la discussione del disegno di legge in materia di politiche giovanili, che riguarda in particolare la disciplina degli istituti di partecipazione alle funzioni delle istituzioni regionali (l’iniziativa legislativa e referendaria, il diritto di petizione e la consultazione), e quattro mozioni.

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