di D.B.
«Lavorare per realizzare, nell’immediato futuro, la proposta politica dell’Altra Umbria: l’Umbria del lavoro, dell’ambiente, dei beni comuni, dei diritti, della democrazia, della pace». Poi, dopo, si parlerà delle alleanze sulle quali al momento il partito non si esprime. Le parole sono quelle di Enrico Flamini, nuovo segretario regionale di Rifondazione comunista, eletto dal comitato politico regionale con 28 voti a favore, due contrari, due bianche e una nulla. Il partito, che venerdì e sabato ha tenuto il suo congresso, si impegna dunque in un «processo di costruzione autonomo e alternativo della sinistra», che al momento non mette in agenda il capitolo delle alleanze, punto centrale invece della mozione messa sul tavolo dall’assessore regionale Stefano Vinti che, in vista delle regionali di fine marzo, ha chiesto al partito di fare subito una scelta.
LA MOZIONE PRESENTATA DA VINTI
Il congresso Il documento di Vinti è stato respinto con 28 no e quattro sì, mentre la linea del segretario uscente Luciano Della Vecchia è passato con 31 voti a favore e cinque contrari. Sempre più probabile, data la rottura con il ‘patriarca’ Vinti, che alle prossime regionali l’assessore si presenti con una sua lista autonoma dentro il centrosinistra, mentre per quanto riguarda Rc il futuro è tutto da scrivere. A fare il nome di Flamini è stato proprio Della Vecchia, che considera «strategico l’impegno per rafforzare l’esperienza de L’Altra Europa per unire davvero la sinistra, anche in Umbria. Vogliamo contribuire – ha detto – a costruire una sinistra autonoma capace di elaborare un progetto politico di proposte concrete. In questo senso la sinistra può e deve essere alternativa alle politiche di rigore e austerità e a chi politicamente le mette in campo. Insomma la sinistra in Umbria riparte dai contenuti e dalle mobilitazioni».
Mobilitazione Nel suo discorso Flamini ha ringraziato il segretario uscente e e ha promesso «impegno fin da subito per interpretare al meglio le proposte uscite dal congresso, a partire dalla mobilitazioni sul lavoro con al centro il dramma delle acciaierie di Terni». Già cerchiate sul calendario poi ci sono alcune date, a partire dalla Marcia della pace di domenica fino alla manifestazione del 25 ottobre indetta dalla Cgil e, un mese dopo (il 29 novembre) l’appuntamento nazionale de L’Altra Europa. Il congresso ha poi eletto i 40 componenti del Comitato politico regionale e i 5 componenti del Collegio regionale di garanzia che si è subito riunito eleggendo come nuovo presidente del Collegio Franco Cesario.
Le provinciali Flamini poi fa gli auguri di «buon lavoro ai due nuovi presidenti delle Province di Perugia e Terni Nando Mismetti e Leopoldo Di Girolamo. Certo, il metodo elettorale di secondo livello con cui sono stati scelti è il frutto degli slogan di Renzi. Le Province rimangono – dice -, con la differenza che ai cittadini è stata tolta la possibilità di votare. Per questo, invece di una discussione iperpoliticista e surreale sugli assetti, l’attuale coalizione regionale avrebbe dovuto almeno ragionare su quale legge mettere in campo per le Province al fine di delinearne deleghe e funzioni che al momento non sono note. La Regione nemmeno questo è stata in grado di fare, tutta presa invece a costruire equilibrismi politici e territoriali in vista delle elezioni regionali. Detto questo a Terni non abbiamo sostenuto la coalizione capitanata dal Sindaco Di Girolamo perché frutto di cordate di natura puramente elettoralistica e accordi trasversali. A Perugia abbiamo invece sostenuto Mismetti che ha rimesso al centro delle proposte il lavoro e il ruolo dei territori».
