di Daniele Bovi

Non passano neanche 24 ore dall’appello di Walter Verini per un congresso trasparente e costruttivo che già fa capolino la parola «irregolarità». A pronunciarla tre candidati su quattro alla carica di segretario del Pd della Provincia di Perugia. Motivo, «le gravi irregolarità – scrivono Dante Andrea Rossi, Mario Bocerani e Antonello Chianella – verificatesi questa mattina a Umbertide». Tanto gravi da chiedere l’annullamento delle votazioni e minacciare di far intervenire Roma. Alle 8 si sono aperti i congressi dei vari circoli della città dell’ex sindaco e attuale deputato cuperliano Giampiero Giulietti, ma al tavolo della presidenza mancavano i rappresentanti di tutti i candidati, i garanti del livello provinciale e, in più, i tre non sono riusciti a presentare le liste a loro collegate. Liste dove ci sono i nomi dei delegati che poi comporranno l’assemblea che eleggerà il segretario.

Ricorsi Per quanto riguarda le liste, la loro presentazione è stata negata «accampando inesistenti ritardi». Risultato, solo la lista di Marinelli, appoggiato dall’ala dei cuperliani che a Umbertide fa riferimento all’ex sindaco Giulietti, è stata presentata. «È stato impedito in tal modo – scrivono Chianella, Rossi e Bocerani – il regolare confronto tra i candidati concorrenti, in spregio al regolamento congressuale e alle indicazioni e raccomandazioni espresse anche dai vertici nazionali del partito». In caso le votazioni non venissero annullate, «i sottoscritti porteranno la grave violazione delle più elementari regole democratiche – concludono -, all’attenzione della segretaria nazionale per i provvedimenti del caso».

La risposta dal Pd di Umbertide Attraverso una nota il Pd di Umbertide risponde alle accuse sostenendo che si tratta di «diffamazione» e preannuncia la querela: «Per quanto riguarda quanto affermato nella nota è scritto nel comunicato -, circa le presidenze dei congressi di circolo, esse sono state costituite regolarmente all’orario stabilito, con la presenza di tutti i rappresentanti dei candidati, ove presenti. Certo, bisogna essere presenti per poter far parte dei detti organi; se non ci si presenta c’è poco da dire o da fare. Circa la presentazione delle liste, non corrisponde al vero che siano state ammesse solo le liste collegate a Marinelli. Il candidato Rossi, per esempio, ha presentato la sua lista collegata in un solo circolo, lista che è stata regolarmente ammessa. Stessa cosa per alcune liste collegate a Chianella e Bocerani. Certo, per presentare le liste è necessario farlo all’apertura del congresso, non con due ore di ritardo come è successo in qualche circolo, e soprattutto è imprescindibile farlo rispettando tutte le norme previste dai regolamenti dei congressi. In particolare, abbiamo applicato fedelmente quanto previsto della delibera n. 4 Bis del 22 ottobre 2013, adottata dalla Commissione Nazionale per il Congresso, la quale stabilisce norme chiare e precise a proposito dell’elettorato attivo e passivo. Molte delle liste presentate non sono state ammesse proprio perché candidavano esclusivamente persone prive dell’elettorato passivo in base alla suddetta disposizione, o addirittura non iscritte. Riguardo l’asserita assenza dei garanti del livello provinciale, si tratta di un’accusa davvero ridicola, atteso che il giorno venerdì 25 ottobre, alle ore 19:30 (la sera precedente i congressi, che sarebbero iniziati il mattino successivo alle ore 8) abbiamo ricevuto una telefonata da parte di Laura Mignini (dipendente del Partito Democratico di Perugia), per conto della Presidente della Commissione di Garanzia provinciale, nella quale ci veniva comunicato che nessun membro della Commissione era disponibile a partecipare ai Congressi, e che avremmo dovuto indicare al riguardo iscritti del PD di Umbertide da delegare. Siamo stati costretti, alle ore 22:00 di sera, a recarci di corsa a Perugia per prendere tutto il materiale necessario. Tutto quanto appena detto, assieme al fatto che le contestazioni dei suddetti candidati sono state fatte senza aver neanche preso visione dei verbali, evidenzia una chiara volontà di infangare un risultato netto ed indiscutibile. Siamo disponibili ad ogni necessario confronto nelle commissioni provinciale, regionale e nazionale, cui invieremo copia dei verbali e la presente nota, riservandoci di inviare il suddetto materiale anche alla Procura della Repubblica al fine di tutelare la rispettabilità, l’onestà e l’impegno di tanti militanti e dirigenti del Partito Democratico di Umbertide».

La querela Così il Pd di Umbertide preannuncia querela: «A seguito di quanto apparso stamane sugli organi di informazione – è la nota -, il Partito Democratico di Umbertide preannuncia querela per diffamazione nei confronti dei sig.ri Chianella Antonello, Bocerani Mario e Rossi Dante Andrea e tutelerà la propria credibilità e onorabilità in tutte le sedi».

La posizione del comitato Marinelli «Si diradino subito le nubi sul congresso del Pd. E disponibilità piena a chiarire le presunte irregolarità dei congressi tenutisi ieri a Umbertide». A scriverlo è il comitato Marinelli: «La trasparenza – si legge in una nota – è un principio sul quale si gioca parte della credibilità e dell’onorabilità del Pd. Ogni democratico, a cominciare dai candidati in campo, faccia la sua parte per consentire una discussione sui temi e sulle questioni che riguardano l’Umbria. Gli organismi preposti alla verifica delle modalità di svolgimento dei congressi operino nel più breve tempo possibile. Tuttavia – aggiunge il comitato – adombrare irregolarità laddove proprio la proposta politica di Marinelli acquisisce un largo successo genera dubbi sulla strumentalità dei sospetti avanzati. Del resto, in altre realtà dove i consensi attribuiti ad altri candidati sono risultati netti, non sono scaturite recriminazioni o rivendicazioni sul rispetto delle regole. La serietà dei democratici umbertidesi – conclude il comitato – non può essere messa in discussione da furbizie che alimentano un gioco al massacro dove la prima vittima è il Pd. Dunque, si riprenda quanto prima un dibattito sereno e costruttivo capace di ridare slancio al Pd in una fase tanto delicata».

Le firme Per quanto contano, i risultati raccontano questo: su 533 votanti 455 hanno scelto Marinelli, 45 Bocerani, 3 Rossi e 25 Chianella. A pochi chilometri di distanza, a Città di Castello, sono da registrare le numerose adesioni al documento dell’area Renzi inviato sabato alle redazioni dei giornali e intitolato «Pd: solo così cambieremo verso». Trentacinque i nomi in calce: a guidare la lista benzinai della prima ora come l’assessore provinciale Domenico Caprini e quello comunale Luca Secondi, poi spuntano ex bersaniani come Gionata Gatticchi, la parlamentare Anna Ascani (sul palco con Bersani per l’apertura della campagna congressuale dell’ex segretario),  il veltroniano Walter Verini e l’imprenditore, assai noto in Alto Tevere e che già aveva dato la sua adesione al progetto Renzi, Aldo Spapperi.

IL DOCUMENTO E LE FIRME 

Il documento «Il Pd verso il quale vogliamo andare qui, in Umbria, in Italia – è scritto nel documento -, deve chiudere la fase dei personalismi senza idee, delle correnti senza etica, delle nomenclature senza competenze e radicamento popolare. Vogliamo ridare dignità ai circoli (il numero è un problema successivo), dare loro vero potere di proposta e di controllo, vogliamo una Unione Comunale che sia il luogo aperto, trasparente, autorevole e luogo delle scelte sia della impostazione politica, sia di quella amministrativa».

Twitter @DanieleBovi

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