Il commercio cittadino singhiozza e molti danno la colpa alla zona a traffico limitato, ma c’è anche chi, di conseguenza, accusa i contrari alla circolazione veicolare bloccata: «Inaccettabili e fuori da ogni logica e buon senso le posizioni di coloro che ritengono che la microscopica Ztl di Terni debba essere riaperta al traffico di tutti i veicoli» tuona Rifondazione comunista. Sull’ipotesi interviene anche Rinascita socialista: «Non è la panacea di tutti i mali, serve discussione più ampia».
Andrea Fabbri Rinascita socialista affronta a 360 gradi il tema del commercio ternana considerando l’intreccio di norme e situazioni di fatto esterne che lo interessano: «Lo scorso 16 settembre – scrive Andrea Fabbri – in Senato è arrivato il Disegno di legge 1629 ‘Disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali’ già approvato alla Camera un anno fa. Operando una modifica alla legge 248 del 2006 viene in sostanza detto che nei giorni 1 e 6 gennaio, 25 aprile, Pasqua, Pasquetta, primo maggio, 2 giugno, 15 agosto, primo novembre, 8 dicembre, Natale e Santo Stefano i negozi devono restare chiusi».
Commercio «Possibile che il problema sia solo la zona a traffico limitato? – si chiedono dal partito -Occorrerebbe capire cosa è diventato il comparto del commercio oggi e in quale direzione non soltanto i singoli Comuni si stanno muovendo, ma la pianificazione strategica nazionale sta andando. Si avvicina il periodo prenatalizio e puntualmente a Terni, ad esempio, si torna a parlare dell’apertura della Ztl ritenendo alcuni tale provvedimento la panacea di tutti i mali. Dopodiché, però – riflette Fabbri – nel centro storico di Terni delimitato dalla i parcheggi ‘davanti ai negozi’ non ci sono, i parcheggiatori sui marciapiedi aumenterebbero, il traffico aumenterebbe, al brusio della movida si aggiungerebbe il disturbo delle macchine in circolazione e alla fine ci si lamenterebbe per il troppo caos».
La proposta «Ecco, oggi il Governo e la maggioranza che lo sostiene con il discorso sulla chiusura nei giorni festivi pone un elemento di novità da molti vissuto con forte preoccupazione, una mossa volta a favorire solo la grande distribuzione organizzata. Allora il problema non può limitarsi alle sole telecamere di Terni, ma forse andrebbe affrontato in un contesto di più ampio e analitico approfondimento: si dovrebbe parlare dell’immutabilità del caro-affitti; della spinta ai centri commerciali; della nuova legge sulle chiusure ne giorni di festa. Perché, allora, non dare il via a una consulta permanente sul commercio?».
Ztl Assolutamente contrario ad una riapertura della zona a traffico limitato, peraltro ipotesi remota stando alle intenzioni dell’assessore Emilio Giacchetti, è il partito di Rifondazione comunista: «Come si può pensare che gli esercizi commerciali del centro storico possano trarne beneficio? Non ci sono posteggi, già insufficienti per i residenti, oltre al fatto che la microscopica ztl (percorribile a piedi da un lato all’altro in 10 minuti) sia contornata da diversi grandi parcheggi che offrono anche agevolazioni a chi fa acquisti in centro. Come si può pensare di andare contro corrente rispetto a decine e decine di città italiane ed europee? Dati alla mano, tale pratica ha consentito di dare linfa vitale agli esercizi commerciali, con la soddisfazione anche della popolazione stessa. Riteniamo inaccettabile e priva di senso di responsabilità da parte dell’assessorato competente, la volontà di aprire i varchi in alcune fasce orarie in futuro, sarebbe il caos».
