Walter Verini e Walter Veltroni

di Barbara Maccari 

Presentato giovedì a Città di Castello il libro di Walter Veltroni «E se noi domani. L’Italia e la sinistra che vorrei». Grande affluenza di pubblico per ascoltare le parole dell’ex segretario Pd. E’ mancato all’appuntamento il giornalista Luca Telese, rimasto bloccato in autostrada, sostituito dal deputato Walter Verini nelle vesti di intervistatore.

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La scelta del libro Verini ha esordito chiedendo perché ha deciso di scrivere questo libro. La risposta è stata secca e precisa: «Per avere occasioni come questa, per il contatto con la gente, per poter parlare direttamente a loro. Non è un saggio, ma un pamphlet, scritto di getto dopo le ultime elezioni politiche». Il titolo del libro è un omaggio alla canzone di Mina «E se domani».

Forza di cambiamento Per Veltroni «non c’è sinistra senza cambiamento. Se appare conservatrice – e succede troppo spesso – la sinistra smette di assolvere il suo compito storico che è sempre stato quello di trasformare, innovare, di cambiare il mondo. Non si è sinistra se non si disegna, specie in un momento così drammatico, un’idea di società nuova, una visione capace di riaccendere entusiasmi. Nel nostro partito ultimamente prevalgono più i nomi delle persone che la politica e questo non va bene».

Post voto Il libro muove dal grave insuccesso elettorale e dal profondo disagio all’interno del Partito democratico nella recente fase politica per spingere a una svolta radicale. Nel libro viene usata la metafora del rigore per la sconfitta del partito alle elezioni: «Il Pd aveva la palla nel dischetto – ha detto Veltroni – il portiere non c’era perché era stato chiamato dalla moglie che partoriva, dovevamo solo spingere la palla in rete, invece l’abbiamo mandata in tribuna».

Analisi politica L’ex segretario Pd indica tre parole chiave per dare senso a un progetto riformista: responsabilità, comunità, opportunità. Analizza la crisi della democrazia italiana e apre un dibattito sul sistema semipresidenziale e sulla ridefinizione del rapporto tra società e politica. Contro l’egoismo sociale dominante, formula la proposta, mai così esplicita, di un patto tra i produttori, tra i lavoratori senza lavoro e gli imprenditori senza impresa, un patto per una «crescita felice» fondata sulla qualità e su nuove forme di partecipazione dal basso.

Proposte In questo senso vanno le proposte sull’immigrazione (con la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia) o quelle sui diritti civili (per il riconoscimento legale del matrimonio fra persone che si amano, a prescindere dal loro sesso). Il libro mette in discussione alcune parole d’ordine divenute luoghi comuni, da «senza se e senza ma» a «non nel mio giardino»: parole d’ordine che hanno contribuito a indebolire proprio l’idea di una sinistra aperta e inclusiva.

Conquista degli italiani «Questo libro è un appello sincero – spiega Veltroni – perché scritto da una posizione ormai esterna ai ruoli della politica, affinché la sinistra possa conquistare il cuore e il cervello della maggioranza degli italiani. Perché la sinistra torni ad apparire la forza della speranza e del cambiamento, non c’è più tempo da perdere».

Dimissioni Walter Verini gli ha chiesto poi se si è mai pentito delle dimissioni da segretario Pd: «No, non mi sono mai pentito di quella decisione. Umanamente è stata una scelta difficile, ma ho preferito dimettermi io per salvare il partito».

Sindaco nel cuore Quando gli si chiede qual è il ruolo a cui è maggiormente affezionato dice, senza ombra di dubbio, quello di sindaco di Roma:«Non c’è niente di più bello che fare il primo cittadino, l’idea che il tuo lavoro possa migliorare la vita delle persone è meravigliosa. Non è stato facile amministrare una città grande come Roma, ma le difficoltà si superano e la gioia è enorme». Prima di concludere dà un consiglio al neo sindaco Ignazio Marino: «Fa bene a girare in bicicletta, ma Roma è grande per cui gli consiglio la macchina per arrivare dappertutto».