di Barbara Maccari
«Abbiamo dedicato il 2015 alla riqualificazione del centro storico, con investimenti milionari sul patrimonio storico artistico, e alla promozione culturale della città, culminata nel successo mondiale del Centenario di Burri». Questo il bilancio che il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta ha tracciato per l’anno appena trascorso.
Bilancio sano Conti a posto, riduzione dei dirigenti, investimenti mirati al rilancio del centro storico. Questo il lascito della giunta Bacchetta alla sua ultima conferenza stampa di fine anno: «Il prossimo sindaco troverà un bilancio sano, cosa non scontata se si pensa ai forti tagli da parte del Governo centrale. Sono 40 i milioni che abbiamo investito in 5 anni e la percentuale che ha gravato sulle casse comunali, e quindi sulle tasche dei cittadini, è davvero molto bassa. Tutta la giunta ha lavorato bene utilizzando e mettendo a sistema fondi regionali e comunitari. Saranno poi i tifernati a giudicare i lavoro dei nostri cinque anni di governo. Personalmente mi ritengo soddisfatto, la maggior parte degli obiettivi che ci eravamo posti sono stati colti, altri arriveranno a conclusione nei prossimi mesi».
Lavori fatti La conferenza di consuntivo dell’amministrazione comunale per Città di Castello è anche una panoramica sui risultati del lavoro compiuto «o che sta per concludersi come nel caso della piastra logistica, su cui stanno già giungendo molto richieste, al parco fluviale del Tevere, dall’Ansa al Lago dei cigni, che inaugureremo presto, le scale mobili, un ausilio diventato parte del pregio delle mura, la cui sostituzione comincerà a breve a vantaggio di un centro storico, a cui, negli ultimi cinque anni, abbiamo restituito i quartieri Prato e Mattonata dopo i lavori del Contratto di quartiere, la Torre civica, piazza Gabriotti, con pavimentazione ed illuminazione nuova, il giudice di pace e il punto prestito NelFrattempo al palazzo del Podestà, che stanno dando risposte ai cittadini in fatto di giustizia e di cultura, grazie all’amministrazione comunale che si è fatta carica dei due servizi».
Biblioteca e terme Tra i punti dolenti Bacchetta tocca quello della biblioteca, il cui contenzioso con la ditta che doveva terminare i lavori, ha costretto a rimandarne l’apertura: «Nonostante gli imprevisti, continuiamo a lavorare alla prospettiva di aprire ai cittadini palazzo Vitelli a San Giacomo, sede della nuova biblioteca, prima della fine della legislatura. Prossima settimana saranno appaltati a 5 soggetti diversi i lavori di completamento per circa 100 mila euro». L’altro nervo scoperto è quello delle terme di Fontecchio, di proprietà privata ma con rilievo pubblico, a proposito delle quali il primo cittadino ha rivolto un appello al proprietario dello stabile. «Riaprire la struttura ricettiva e il ristorante che sono un tassello importante per i tifernati e per il turismo del territorio».
Cittadella della salute Capitolo a parte merita la vicenda dell’ex ospedale tifernate, di proprietà della Regione e da anni in stato di abbandono: «Presto faremo un convegno per spiegare cosa intendiamo fare del lascito Mariani: metteremo in campo un intervento pubblico-privato finalizzato a convertire l’immobile in una cittadella della salute. Spero che con la Regione troveremo presto una soluzione».
Infrastrutture «Rimane il nodo delle infrastrutture – conclude il sindaco – se sul fronte della E78, il nuovo tracciato dell’Anas riduce tempi e impatto sul territorio, la ferrovia è un problema che va affrontato e risolto in sede regionale, perché l’attuale configurazione mista del servizio non rappresenta una adeguata soluzione neanche in via provvisoria ma un handicap per l’intera Regione. L’imminente ultimazione della piastra logistica e la redazione di un progetto di utilizzo rendono ancora più urgente il potenziamento delle infrastrutture viarie dell’Alto Tevere, destinato a diventare un nodo della logistica per il Centro Italia».
