Ricci mentre «occupa» l'ospedale di Assisi (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Dopo l’occupazione (simbolica) dell’ospedale di Assisi per protestare contro la chiusura del punto nascita, chiusura che in molti danno per scontata a seguito della riforma della sanità (che prevede il taglio di almeno due reparti in Umbria), il sindaco Claudio Ricci si prepara a occupare direttamente la sede della giunta regionale. Lunedì mattina infatti è prevista l’approvazione dell’atto e così «per impedire che la giunta – scrive il sindaco – deliberi qualsiasi tipo di atto», il primo cittadino della città serafica insieme al presidente del Consiglio, ai membri dell’esecutivo, della maggioranza e alle associazioni del territorio, muoveranno verso corso Vannucci.

LA VIDEOINTERVISTA ALL’ASSESSORE REGIONALE

La minaccia La minaccia più pesante Ricci la fa però a proposito della candidatura di Perugia e Assisi a capitale europea della cultura 2019. «Se la delibera non sarà bloccata – scrive Ricci – e la decisione della chiusura del punto nascita rinviata, si porrà a rischio la partecipazione della città di Assisi a progetti di ambito regionale. A questo proposito, voglio sottolineare che il riferimento va anche nei confronti della candidatura così come anche verso l’ampia disponibilità fin qui dimostrata a collaborare per trovare soluzioni possibili alle problematiche legate al Puc2». Tutto ciò perché il sindaco ritiene «impensabile pensare di coinvolgere la città per servirsi della sua immagine internazionale quando serve per poi non rispondere alle serie necessità dei cittadini».

Le firme Sotto la sede della giunta Ricci aspetta anche tutti i cittadini che in questi giorni stanno firmando per protestare contro la chiusura. Dalle 10.30 di giovedì infatti sindaco e giunta sono tornati in ospedale e qui Ricci «accoglie – scrive il Comune – tutti coloro che vogliono apporre la propria firma di sostegno alla causa». «Mi auguro che i consiglieri regionali – dice ancora Ricci – prendano atto del fatto che la decisione di chiudere il punto nascita della va bloccata dal momento che il nosocomio in oggetto ha un valore importantissimo non solo per la terra di San Francesco in senso stretto, ma anche per l’intero sistema sanitario regionale, contando 70 mila utenti del comprensorio, oltre che 6 milioni di utenti occasionali all’anno».

La risposta di Tomassoni Indirettamente, in un’intervista rilasciata a Umbria24 a margine della presentazione del professor Maurizio Caniglia, nuovo direttore della struttura complessa di oncoematologia pediatrica dell’ospedale di Perugia, l’assessore alla Sanità Franco Tomassoni risponde a Ricci. «Quelle dei territori – dice Tomassoni – sono fibrillazioni legittime. Capisco le istanze e le rivendicazioni ma bisogna essere consapevoli che bisogna dae sostenibilità economica al sistema sanitario. I localismi vanno bene ma devono essere in funzione di un progetto regionale». Secondo Tomassoni poi «tutti devono essere disponibili ad accettare una parte di sacrifici che dovranno essere equi e in funzione degli interessi generali dell’Umbria».

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