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Il responsabile organizzazione del Pd umbro Chianella

di Daniele Bovi

Gramscianamente, e non poteva essere altrimenti, il responsabile organizzazione del Pd umbro Chianella dice che «la verità è sempre rivoluzionaria». La verità in questione riguarda il numero di tesserati del partito. Nel 2009 (le procedure si chiudono al 31 dicembre di ogni anno) le tessere in tasca ai democrats umbri erano circa 23mila: 17mila in provincia di Perugia e le restanti in quella di Terni. Alla fine del 2010 Chianella sostiene che si chiuderà a quota 11mila in quel di Perugia e a circa 3mila in quel di Terni. La perdita secca in un anno è del 50 per cento. Niente mani tra i capelli però. A tutto c’è una spiegazione e quella più forte la dà Chianella stesso: «Tra quelle 23mila tessere il 30 per cento non era reale». Parole forti.

Fantasmi democratici «Nel tesseramento – dice Chianella – c’erano cose che non andavano. C’erano iscritti mai visti e non sappiamo chi fossero». La fase politica tra congresso, primarie e primarie per la scelta del candidato presidente, è stata durissima e lo dimostrano anche alcuni stralci delle intercettazioni contenute nell’inchiesta su Sanitopoli. Il dito però Chianella non lo punta contro nessuno in particolare: «Le responsabilità sono di tutti». Depurato da quel 30 per cento insomma, il numero di tessere fa dire a Chianella che «siamo in oggettiva risalita: anche in Emilia Romagna dopo la fase congressuale (in Umbria ha votato circa il 50 per cento, ndr) hanno confermato l’80 per cento di tessere. L’obiettivo è di 11-12mila tesserati».

E ora arriva il codice a barre Ed è anche per questo che il Pd umbro darà una svolta tecnologica alle tessere introducendo il codice a barre: «Il sistema – dice Chianella – ce lo danno i compagni dell’Emilia Romagna». Dalla terra di Peppone insomma stavolta non arrivano trattori sovietici bensì un nuovo programma informatico chiamato «Andromeda». E non finisce qui. Il Pd si sta dotando anche di un nuovo server e di un nuovo sistema che, durante le primarie che il partito deciderà di fare, permetterà di avere dati in diretta e di «controllare immediatamente chi ha votato».

Rifiuti bollenti A tenere banco durante la conferenza stampa però ci sono anche le dichiarazioni di Carlo Noto La Diega, l’amministratore delegato di Gesenu che mercoledì ha indicato in Pietramelina il sito ideale per realizzare il termovalorizzatore. Interrogato sull’argomento Bottini, che è anche l’assessore regionale all’Ambiente uscente e uno degli artefici del Piano regionale dei rifiuti, non si nasconde dietro un dito: «Tutte le dichiarazioni sono legittime. Governare per noi significa non scansare i problemi ma certi cortocircuiti sulla tematica rifiuti vanno evitati». Il Piano regionale dei rifiuti, secondo Bottini, parla chiaro: «Esso prevede – dice – un impianto di smaltimento altamente tecnologico e a valle un tasso di raccolta differenziata molto alto (il 65 per cento, ndr): nessun Piano in Italia è così ambizioso. E comunque l’individuazione del sito è di competenza dell’Ati». E a chi comincia ad alzare la voce il segretario manda a dire che «noi vogliamo rendere residuali chi campa di queste polemiche».

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