
di D.B.
Centosettantotto giorni esatti dopo le lacrime e le emozioni della convention fondativa di Fli a Bastia Umbra Catia Polidori, deputata umbra di Città di Città di Castello, da giovedì mattina fa ufficialmente parte del governo Berlusconi come sottosegretario allo Sviluppo Economico, e non all’Economia come si era appreso in un primo momento. La deputata, ex Fli, con il suo voto contrario alla mozione di sfiducia votata il 14 dicembre scorso, contribuì a salvare il governo Berlusconi. La nomina era nell’aria da settimane ed era stata rinviata la settimana scorsa a causa delle tensioni tra Pdl e Lega Nord sulla crisi libica. Stamattina l’ufficialità durante il Consiglio dei ministri presieduto dal premier Berlusconi.
Nove nomine In totale sono nove i nuovi sottosegretari nominati su proposta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel corso della riunione a Palazzo Chigi. A quanto si apprende da fonti governative Roberto Rosso andrebbe all’Agricoltura, Luca Bellotti al Welfare, Daniela Melchiorre allo Sviluppo Economico, Bruno Cesario all’Economia, Aurelio Misiti alle Infrastrutture, Riccardo Villari ai Beni Culturali, Antonio Gentile all’Ambiente e Gianpiero Catone probabilmente allo Sviluppo economico.
Berlusconi: logico assegnare quei posti «So che ci saranno tante ironie – ha spiegato il premier – sulla nomina dei nuovi sottosegretari, ma non mi sembra siano fondate perché questi sottosegretari fanno parte di quella terza gamba che si è formata in sostituzione del Fli che si è portato al centro e praticamente all’opposizione di questo governo, liberando posti che ci è parso assolutamente logico assegnare».
Moffa: era nelle cose Silvano Moffa, esponente di Iniziativa responsabile, è soddisfatto per la nomina dei nuovi sottosegretari appartenenti al suo gruppo: «Era un po’ nelle cose, il Governo presentava posti vacanti», ha commentato alla Camera, a margine di una conferenza stampa. I posti liberi però non sono stati tutti occupati, a suo giudizio: «No, credo – ha spiegato – che sia un primo assestamento, ci sono spazi che vanno ancora occupati. Ma non credo che tra noi ci siano delusi, questa questione non va guarda come una occupazione di posti da parte dei Responsabili». Secondo Moffa non c’è stata nessuna pressione per le nomine da parte del suo gruppo: «Il presidente del Consiglio ha scelto in assoluta libertà e lo ha fatto, mi pare, in maniera oculata». Mario Pepe, altro «Responsabile», si spinge oltre: «Se si vuole fare funzionare il governo nei prossimi due anni – dice – servono almeno altri dieci sottosegretari, il prima possibile».
Granata: la Patria è salva Sferzante invece il giudizio del «falco» di Futuro e Libertà Fabio Granata: «I “disponibili” sono accontentati, il prezzo è stato pagato, la Patria è salva!!!! Si perfeziona così una delle pagine più vergognose della storia della Repubblica». «Con Berlusconi – conclude il vice presidente della commissione antimafia – e con i suoi metodi nessun dialogo al centro e in periferia è possibile: spero lo abbiano definitivamente capito tutti». Altrettanto duro, ovviamente, il giudizio che arriva dal Pd che, tramite il coordinatore della segreteria Maurizio Migliavacca, la butta sull’ironico: «Aumenta la disoccupazione, in particolare giovanile e delle donne. Cresce la precarietà. E qual’è la risposta del governo ai problemi del paese e ai drammi di tante famiglie? L’aumento del numero dei sottosegretari». «Con il rimpasto di governo e la nomina a sottosegretari – aggiunge – il presidente Berlusconi ha pagato il pegno ai parlamentari che hanno cambiato casacca e ha chiarito in modo definitivo quanto poco gli interessi invece la sorte degli italiani, compresi quelli che lo votano».
Raisi: fine delle tante ipocrisie «Finalmente – dice invece Enzo Raisi di Fli – con le nomine di oggi si è posto fine alle tante ipocrisie di quando alcuni parlamentari lasciando l’esperienza di Fli avevano cercato di giustificarla con incomprensibili motivazioni politiche. Oggi Rosso, Bellotti e la Polidori hanno visto saldato il conto della loro scelta da parte del Presidente Berlusconi. Tutto legittimo ma almeno speriamo che finisca questa pantomima per cui alcuni parlamentari avevano lasciato FLI non per avere qualcosa in cambio ma per coerenza politica».
Sereni: eccola la frustata all’economia «Se qualcuno avesse avuto dubbi – spiega invece la deputata umbra del Pd Marina Sereni – sulla solidità e serietà della maggioranza di governo e sulla priorità che l’Esecutivo assegna ai problemi dello sviluppo economico, dell’agricoltura, dei beni culturali, tirerà un sospiro di sollievo scorrendo l’elenco dei nuovi sottosegretari appena nominati». «E’ finalmente arrivata la frustata all’economia promessa alle imprese! L’impulso che deriverà alla crescita dalle decisioni del Consiglio dei Ministri di oggi – dice – è davvero straordinario: insieme alla solita delibera Cipe (sempre la stessa!) e al solito Piano Casa e al solito provvedimento di semplificazione arrivano finalmente nuove auto blu, nuove segreterie e consulenze, nuove energie a sostegno dello sforzo del Governo per le riforme».

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