«La commissione provinciale di garanzia del Partito democratico non aveva il potere e tantomeno la competenza di sospendermi dal partito». Marco Vinicio Guasticchi, vicepresidente dell’assemblea regionale dell’Umbra, nonché membro della direzione nazionale del Pd, torna sul caso della sua sospensione a sei mesi, comminata lo scorso novembre. «Dopo una lunga esposizione al fango mediatico, organizzato dai soliti noti – dice – ecco finalmente una buona notizia di Natale».
Guasticchi al contrattacco La buona notizia sarebbe la pronuncia di incompetenza della commissione provinciale, da parte della commissione nazionale. «Vorrei ricordare inoltre – precisa Guasticchi – che le ‘gravi contestazioni’ su cui si sorreggeva l’accusa erano di aver contribuito, in associazione con il vicesindaco di Montone, a far iscrivere al Pd dodici nuovi aderenti che non potendo iscriversi nel circolo Pd di Montone si erano rivolti alla segreteria provinciale. Questo era il capo di accusa ‘gravissimo’. Comunque, dopo questa risoluzione della Commissione di garanzia nazionale, ritengo sia lapalissiana la ‘malafede’ o la profonda ignoranza di coloro che, in maniera del tutto irregolare (mancata competenza, verbale scritto a posteriori con dichiarazioni false, accanimento sui termini della condanna e, soprattutto, da parte del presidente Berrettini, una dichiarazione rilasciata a Umbria24 dove smentiva una parte del verbale da lui redatto adducendo ‘sviste dovute a una imprecisa e affrettata scrittura’. Anche un bambino si sarebbe reso conto della strumentalità di questa patetica messa in scena. Ora mi attenderei delle scuse da parte dei membri della Commissione provinciale di garanzia, ma dubito visto l’accanimento con cui hanno cercato di delegittimarmi».
Contro Boccali Guasticchi annuncia che, anziché attraverso una conferenza stampa, «tramite comunicati stampa e richieste di danni all’immagine per calunnia, nel 2017 farò in modo di togliermi tutti quei ‘sassolini’ che avevo promesso di togliermi in conferenza stampa». Prossimo obiettivo promette riguarderà «le bugie e le falsità scritte su di me dal signor Boccali, ovvero colui che è riuscito a far perdere al centrosinistra una città dopo quasi 70 anni».
