di Dan. Bo.
«Tensioni» e «forzature» che non hanno permesso di avere «i necessari margini sul territorio per tutelarla elettoralmente come giusto che fosse». Il segretario del Pd umbro Giacomo Leonelli risponde così alla nota di Chiara Pucciarini in cui la presidente dei giovani di Confcommercio si dice amareggiata per la scelta del partito di non candidarla, spiegando anche che non ha alcuna intenzione di entrare nella cosiddetta ‘lista della presidente’; un’opzione circolata domenica durante l’assemblea regionale del partito in cui è stato dato il via libera alla lista democratica. «La mia amarezza – dice Leonelli – è quantomeno pari a quella di Chiara Pucciarini». «Non è un mistero per nessuno infatti – continua – che io abbia perorato personalmente la sua candidatura, ritenendola un valore aggiunto e un’espressione di innovazione vera per la politica umbra, non solo per il mondo che rappresenta».
L’ASSEMBLEA PD E I 20 NOMI
FOTO: I 20 VOLTI DEI CANDIDATI
LA LETTERA DI PUCCIARINI
Tensioni Leonelli domenica ha ribadito che lui avrebbe voluto un rappresentante del mondo imprenditoriale in lista, che in prima battuta avrebbe dovuto essere Anna Rita Fioroni, anche lei in grado di parlare a quel mondo e di pescare nel bacino di Confcommercio. In entrambi i casi però è mancata l’agibilità politica, ovvero con i territori impegnati ventre a terra a cercare preferenze per i propri candidati, spazi sufficienti per Fioroni e Pucciarini non sono stati trovati. Leonelli parla di «crescenti tensioni, e di altre improvvise forzature consumate nelle ore precedenti all’assemblea», che hanno portato il Pd a pensare che «sarebbe stato sbagliato e forse irresponsabile “servirci” della sua candidatura». Insomma, non si possono mettere ‘figurine’ in lista e poi mandarle allo sbaraglio, vedi ad esempio il caso di Perugia dove il capolista, il medico Damiano Parretti, è stato triturato dal gioco delle preferenze. Di seguito l’intervento mandato alla nostra redazione da Leonelli.
La mia amarezza è quantomeno pari a quella di Chiara Pucciarini, rispetto alla sua mancata candidatura nella lista del PD. Non è un mistero per nessuno infatti che io abbia perorato personalmente la sua candidatura, ritenendola un valore aggiunto e un’espressione di innovazione vera per la politica umbra, non solo per il mondo che rappresenta. È stato sicuramente doloroso privarsi in questa fase del suo apporto; ma tenuto conto delle crescenti tensioni, e di altre improvvise forzature consumate nelle ore precedenti all’assemblea, abbiamo ritenuto però che sarebbe stato sbagliato e forse irresponsabile “servirci” della sua candidatura senza i necessari margini sul territorio per tutelarla elettoralmente come giusto che fosse, in quanto espressione della società civile e slegata da filiere di partito. L’evolversi della discussione di ieri ha portato a queste considerazioni, giuste o sbagliate che siano, ma sicuramente orientate a considerare Chiara Pucciarini una risorsa importante da non disperdere.
Twitter @DanieleBovi
