
di D.B.
Dopo le dimissioni di Giuliano Granocchia da assessore al Lavoro della Provincia di Perugia conseguenti al suo passaggio dal Prc a SeL, un primo e importante risultato Rifondazione comunista lo porta a casa: la garanzia data da Guasticchi, per nulla scontata fino a qualche giorno fa, che l’assessorato tornerà nelle mani di Rifondazione. «La chiarezza con la quale il presidente ha affermato – dice il segretario provinciale del Prc Flamini dopo la segreteria del partito di giovedì sera – che la coalizione resta la stessa che lo ha sostenuto alle elezioni provinciali certifica e rappresenta la garanzia per la continuazione del buon lavoro fin qui svolto dal presidente, dalla giunta e da tutte le forze politiche della maggioranza di governo».
Flamini non partecipa alla corsa Indiscrezioni sul successore di Granocchia per ora non filtrano, mentre l’unica certezza riguarda la non partecipazione alla corsa del segretario provinciale Flamini. La prossima settimana il partito riunirà il Comitato politico federale e cercherà di trovare, tramite quella che viene definita dai rifondatori «una larga consultazione», una soluzione che garantisca «un profilo politico forte». Da via Campo di Marte, sede del partito, gli uomini di Rifondazione tengono però a precisare come non sia in corso nessuno «smottamento» all’interno del partito in direzione Vendola. Il marscianese, terra di Giuliano Granocchia, tiene, così come tengono le postazioni del Trasimeno e dentro la Cgil.
Dimissioni sbagliate nei tempi e nei modi Sempre secondo Flamini, le dimissioni di Granocchia e il suo addio da Rifondazione sono «sbagliate nei tempi, nei modi e prive di qualsiasi fondamento». «Secondo Granocchia – sottolinea Flamini – Sel avrebbe un ruolo di autonomia politica e organizzativa forte rispetto al Pd e un progetto di governo chiaro, a differenza della Federazione della Sinistra a cui Granocchia riconosce soltanto un ruolo da antagonista. Come è noto invece la Federazione della Sinistra propone un progetto ambizioso, ma necessario, un’opzione politica unitaria della sinistra fondata sul lavoro, un riferimento per tutti coloro che si ritrovano nelle battaglie della Fiom e dei movimenti per l’acqua, una sinistra unita sui contenuti per battere Berlusconi, capace di parlare alla società, all’associazionismo, ai giovani, intrecciando le ragioni del lavoro con quelle degli studenti e dei movimenti per i beni comuni per un’alternativa anticapitalista».
Volontà di governo «Tra l’altro la nostra volontà di governo – conclude Flamini -, dove ne esistono le condizioni, è proprio dimostrata dal fatto che Giuliano Granocchia ha svolto il ruolo di assessore dal 2004. La nostra proposta politica, lanciata da Paolo Ferrero e ripresa anche da Bersani, è chiara: un’alleanza democratica per sconfiggere Berlusconi, per ricostruire il quadro democratico del Paese, con l’obiettivo della riconquista dei diritti del lavoro, di riscrivere regole condivise, a partire dalla legge elettorale, e di difendere la Costituzione e le istituzioni tutte dall’attacco che stanno subendo da parte di governo e Confindustria».
SeL gongola Dalle parti di SeL invece regna l’entusiasmo. «Comprendiamo – dicono Bori e Faina – che il caso dell’ex assessore provinciale Giuliano Granocchia, possa aver fatto rumore, per il grande prestigio di cui gode in tutta la sinistra, per l’indiscutibile valore politico e morale della sua scelta e per gli inusuali metodi adottati (si è dimesso dal suo incarico di assessore, cosa che al giorno d’oggi non fa nessuno, anzi…). Prestigio, valori e metodi che arricchiranno il percorso politico e la comunità di SeL». E se di «smottamento» Bori e Faina non parlano, i due vendoliani fanno notare come «dopo soli dieci giorni dall’apertura del tesseramento siamo ad un passo dall’aver raggiunto il 100% degli iscritti dello scorso anno. Centinaia di nuove adesioni sono state sottoscritte da cittadini che appartengono a tutte le categorie (lavoratori pubblici e privati, precari, studenti, operai, artigiani, molte donne e molti giovani). Gran parte di questi militavano in altri partiti della sinistra (Pd, Prc, Pdci ecc.) e altri avevano abbandonato la politica attiva perché non trovavano più un punto di riferimento credibile, ma della loro scelta di abbracciare il progetto di SEL non si è accorto e non si è lamentato nessuno».
Ronconi: subito un Consiglio provinciale Sulla vicenda delle dimissioni di Granocchia e del conseguente rimescolamento in giunta, l’Udc di Ronconi chiede al presidente di convocare «urgentemente» un Consiglio provinciale per discutere della crisi politica della giunta. Il Consiglio provinciale deve essere informato di queste vicende che potrebbero sovvertire l’attuale assetto di Giunta. Attendo dal presidente chiarimenti sui futuri intendimenti e particolarmente sul ruolo prossimo venturo di Rifondazione Comunista e per sapere particolarmente se per far quadrare il cerchio intorno ad una sinistra sempre più rissosa ed inconcludente, pensi ad un ulteriore allargamento del numero degli assessori provinciali».
