Non c’è una data per una nuova commissione dedicata al tema della videosorveglianza dei camini Ast come pure all’ordine del giorno della seduta di lunedì non era iscritta l’audizione di Massimo Calderini, direttore di stabilimento dell’acciaieria ternana; ma evidentemente era prevista, perché i commissari l’avevano richiesta e proprio per quella assenza (comunicata dall’ingegnere alla presidenza), la maggioranza ha preferito rimandare la discussione suscitando aspre reazioni dai banchi di minoranza.
La maggioranza fugge Esponenti di Lega e Terni civica, per sfuggire al confronto sul delicato tema delle emissioni del sito industriale, si sono ritrovati costretti ad abbandonare l’aula facendo mancare il numero legale. Poco prima infatti, per accidentale assenza del consigliere Paolo Cicchini, la richiesta di rinviare la discussione (avanzata da Sergio Armillei del Carroccio), era stata respinta. Ne è nato un interessante botta e risposta tra maggioranza e opposizione: da un lato si chiedeva di «non perdere l’opportunità di un confronto col diretto interessato (quindi Ast)», dall’altro si tentava di spiegare che «l’atto, presentato dai Cinque stelle, e in parte modificato con l’ausilio dell’assessore all’Ambiente Benedetta Salvati, è rivolto alla Regione nell’ambito della concessione dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia)». Col documento in sostanza, grillini e compagni di banco vorrebbero suggerire agli uffici competenti di Palazzo Donini di imporre ad Acciai Speciali Terni l’installazione di un sistema videofotografico che monitori costantemente le emissioni.
La denuncia dell’opposizione In una propria nota il consigliere dei Cinque Stelle Claudio Fiorelli scrive: «La maggioranza non ha dato una buona immagine di sé inchinandosi alla multinazionale. Questo non è il giusto modo di tutelare gli interessi dei ternani che continuamente richiedono più attenzione alle tematiche ambientali».
Si accodano Pd e Senso civico: «La mattinata di oggi – dichiarano in una nota congiunta i capigruppo Francesco Filipponi e Alessandro Gentiletti – ha visto un duplice pasticcio da parte della maggioranza a trazione Lega (scrivono in rifermimento al caos su Terni donne). Più che cambiare passo, la maggioranza inciampa su ogni questione amministrativa con un minimo di spessore, dimostrando di essere incapace di assumere decisioni. Apprendiamo con stupore che in vista del consiglio comunale di oggi pomeriggio la giunta Latini avrebbe già deciso di fare una momentanea marcia indietro sulla delibera predisposta per incrementare i costi delle insegne a danno dei commercianti. Non si capisce perché allora l’Amministrazione abbia predisposto questo atto, quale ne sia il senso, se poi se lo è rimangiato subito. Ancora più grave – proseguono – la brutta figura di questa mattina che la maggioranza ha collezionato sul tema dell’Ast e delle sue emissioni. A fronte di un atto di indirizzo che chiede, da tempo, l’installazione della videosorveglianza sui camini delle acciaierie per un monitoraggio h24, il centrodestra ha abbandonato l’aula, una assenza che ha determinato l’interruzione dei lavori e la mancanza del numero legale. È ormai chiaro che la Lega ama la videosorveglianza solo quando deve strumentalizzare il tema della sicurezza cittadina non quando, però, occorre controllare gli scarichi delle acciaierie. Noi siamo per la presenza di Ast in questa città – chiariscono -, per il suo sviluppo, ma in un quadro di investimenti che assicurino la possibile sostenibilità ambientale».
