Cacciatori in un bosco

Nonostante il ricorso perso dalla Regione di fronte al Consiglio di Stato, che ha bocciato la richiesta di sospensiva dello stop alle giornate di preapertura della caccia in Umbria il 2 e 9 settembre, la giunta di Palazzo Donini ha deciso di tirare dritto. Domenica prossima e quella successiva si sparerà, tranne che al daino e capriolo.

CONSIGLIO DI STATO: LA DECISIONE

Il ricorso bocciato Era inizio agosto quando la Terza Sezione del Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del Tar che ha accolto il ricorso del Wwf che chiedeva l’invalidazione di alcune parti del calendario venatorio, tra cui le preaperture del 2 e 9 settembre. Allo stesso tempo ha fissato per il 6 settembre la discussione nel merito. In quel contesto «la discussione collegiale – è detto nel decreto del Consiglio di Stato – potrà in modo approfondito valutare, con la appropriata comparazione, l’interesse pubblico dedotto dalla appellante, a evitare la sovrappopolazione di ungulati e i connessi rischi di epidemie, con l’altro interesse, anch’esso pubblico, alla rigorosa delimitazione dei parametri di prelievo, ancorché selettivo, della fauna selvatica facente parte del patrimonio indisponibile, riferibile dunque alla intera collettività dei cittadini, e dunque presidiata da speciali cautele».

L’ORDINANZA DEL TAR

Regione conferma preaperture La Giunta regionale, però, ha deciso di confermare le giornate di caccia del 2 e del 9 settembre secondo le modalità previste dal calendario venatorio, mentre resta sospesa la caccia di selezione alle specie daino e capriolo. «La decisione – spiega l’assessore Cecchini – è maturata a seguito degli approfondimenti giuridici effettuati dai competenti uffici regionali in merito a quanto contenuto nell’ordinanza emessa dal Tar dell’Umbria e nel conseguente decreto del Consiglio di Stato. Quindi, come da calendario, il 2 ed il 9 si possono cacciare le specie alzavola, marzaiola, germano reale, tortora, colombaccio, cornacchia grigia, ghiandaia e gazza. Certa che non ci saranno dubbi sulla correttezza di chi esercita l’attività venatoria e di chi provvede al controllo – ha concluso l’assessore -, auspico che tutto si volga all’insegna della tranquillità».

IL CALENDARIO VENATORIO 2018/19

Wwf: «Guerra alla fauna» Il Wwf in una nota sottolinea come «erano diversi anni che non si assisteva, da parte delle Regioni, ad una così generalizzata violazione delle norme che tutelano la fauna e che regolano l’attività venatoria. Una situazione gravissima si sta verificando con le cosiddette preaperture. In pratica le Regioni deliberano di anticipare l’avvio della stagione di caccia ai primi giorni di settembre rispetto a quanto stabilito dalla legge (terza domenica di settembre), prolungando così la già lunghissima stagione venatoria (più di 4 mesi)». «Così facendo – prosegue il Wwf – si autorizzano moltissimi giorni di caccia in più con migliaia e migliaia di animali uccisi, oltre al disturbo a tante specie che in questo periodo sono in fasi molto delicate della loro vita. In Umbria, dove il Wwf ha ottenuto una sospensiva contro la preapertura, l’assessore regionale alla caccia sembra voler andare addirittura contro il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale pur di non dire no ai cacciatori. La prassi di approvare le preaperture a ridosso dell’avvio della stagione venatoria è un espediente disonesto che le Regioni adottano per evitare i ricorsi amministrativi. Un comportamento indegno di una pubblica amministrazione che non dovrebbe ricorrere a simili mezzucci da azzeccagarbugli».

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