di Daniele Bovi
Pur tra molte e difficoltà e incognite, la liquidazione unitaria delle ex Comunità montane umbre va avanti come da programma, senza modifiche normative e ora con la certezza che, tirata una riga, alla fine i debiti rimarranno in capo solo ad alcuni Comuni. A metterlo nero su bianco è stata, mercoledì, la giunta regionale approvando una delibera con cui si prende atto dello stato dell’arte e si dà mandato al commissario liquidatore, Fabrizio Vagnetti, di andare avanti col piano previsto senza modificare le regole del gioco.
Le due opzioni Sul tavolo della giunta infatti c’erano due opzioni: proseguire senza cambiare la legge regionale (la 18 del 2011) oppure riformare l’articolo 65, quello in cui si dice che solo i beni non necessari al soddisfacimento dei creditori finiscano in un fondo destinato a pagare i debiti di quelle montane che non ce la farebbero a onorarli. Vagnetti aveva proposto di far confluire nel fondo «tutti i beni che risultano dal piano unitario senza distinzione». In questo modo per il liquidatore sarebbe stato possibile procedere con una serie di accordi stragiudiziali, senza coinvolgere i Comuni che potrebbero pagare cifre giudicate insostenibili. Ovviamente la modifica avrebbe posto problemi politici notevoli: perché i sindaci di altri Comuni dovrebbero pagare per quella che Palazzo Donini, ha chiamato settimane fa «gestione scellerata»?
MAXI BUCO DELLA EX MONTANA, SINDACI CHIEDONO CHIAREZZA
Voragine Trasimeno Il giudizio riguardava il caso più grave che, come noto, è quello della ex montana del Trasimeno e Medio Tevere, della quale fanno parte i Comuni di Cannara, Bettona, Marsciano, Castiglione del Lago, Collazzone, Corciano, Magione, Città della Pieve, Deruta, Paciano, Piegaro, Panicale, Passignano, Torgiano e Tuoro (e per alcuni anni anche Perugia). I debiti in questo caso ammontano a 19,2 milioni di euro, che scenderebbero a 8 nella migliore delle ipotesi al termine di una liquidazione dalle molte incognite, legate a difficoltà di riscossione dei crediti, tempi e cifre della vendita dei beni e, infine, esito dei contenziosi. Pochi giorni fa, nel corso di un incontro i sindaci hanno chiesto certezze su responsabilità e cifre.
«EX MONTANE, POSSIBILI ILLECITI E DANNI ERARIALI»
I conti Quanto alle altre ex montane, da anni disciolte per confluire nell’Agenzia forestale regionale, la situazione al termine della liquidazione potrebbe essere questa: quella dell’Alta Umbria potrebbe chiudere con un avanzo di 3,4 milioni di euro, quella dei Monti Martani e del Subasio con un saldo positivo di 5,5 milioni, quella dell’Orvietano, Narnese, Amerino e Tuderte con un avanzo di 2 milioni, quella della Valnerina con un rosso di 200 mila euro. In tutto, secondo la tabella allegata alla delibera, le ex montane presentano un attivo pari a 27,5 milioni di euro dei quali 14,3 sono relativi a immobili e 7,5 a crediti da riscuotere; i debiti però ammontano a 36 milioni, 22 dei quali relativi a mutui mentre per 7 si parla di «altri debiti». Il prossimo capitolo che si aprirà, con estrema probabilità, sarà quello di fronte alla Corte dei conti dell’Umbria che già da tempo sta raccogliendo tutta la documentazione.
