Massimo Brunini (foto Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice

Ora è ufficiale. Massimo Brunini è in corsa per riconquistare quel Comune che per dieci anni ha amministrato, prima di lasciare il posto all’attuale primo cittadino Daniele Benedetti. L’ex sindaco, con tessera Pd in tasca, sarà sostenuto dalla lista civica Vince Spoleto, ma non è escluso l’appoggio di altre sensibilità presenti nel panorama politico, con Prima Spoleto di Sergio Grifoni sempre in pole. «Non pensavo che alla mia età (70 anni compiuti, ndr) avrei ripetuto un’esperienza già fatta e per la quale la città ha avuto grande apprezzamento – dice nella sede di vicolo della Forno – ma veniamo da cinque anni fallimentari e avverto il bisogno di dare una mano, nel dire questo però, voglio essere chiaro, non provo nessun gusto, bensì solo grande tristezza per la città».

Cavalli di battaglia Quella città che, stando alle parole di Brunini e dei suoi sostenitori, a cominciare a Nino Montanari, Francesco Tabano e Luca Paolucci, da tempo gli chiede di scendere di nuovo in pista, fermandolo per strada e proponendogli progetti. Ed è da qui, senza nessuna sorpresa, che vuole ripartire l’ex sindaco: «Spoleto ha bisogno di risorse straordinarie, 20, 30 milioni l’anno – scandisce – e di un impegno di lungo periodo, ma per recuperare questi soldi dobbiamo far ripartire la macchina comunale, piazzare una roulotte davanti alla Regione per avere indietro i soldi persi, progettare per attingere a risorse comunitarie». Cavalli di battaglia della sua azione politica, che oggi tornano a essere riproposti con forza, insieme a «un necessario cambio di passo sulle participate».

La delusioni su sindaco e giunta Poi l’immancabile stoccata a Benedetti e a parte della giunta: «L’attività pubblica è una cosa seria, non un gioco o un divertimento, pensavo di averlo trasmesso a questi giovani, ma ho commesso un errore e la gente giustamente ancora me lo rinfaccia, io sarò anche considerato un arrogante, ma quante guerre ho fatto in Regione per ottenere soldi, negli ultimi cinque anni invece non solo queste risorse non le abbiamo prese, lasciando che a diventare forti fossero le altre città, ma abbiamo perfino perso quelli che avevano in cassaforte». Il programma elettorale per ora è in via di definizione e per elaborarlo si sentiranno categorie e cittadini, chiamati anche attraverso l’iniziativa Di’ la tua a suggerire e indicare proposte.

Piano di rientro bocciato Fin da ora, però, tanto Paolucci quanto Tabano un punto lo mettono in chiaro: «Noi disconosciamo il Piano di rientro dal buco di bilancio e se governeremo lo sconfesseremo fin dal primo giorno, perché grava sulle tasche dei cittadini e non contiene prospettive di continuità, pensiamo all’alienazione dell’azienda di Giano dell’Umbria, quel documento offre solo una soluzione tattica non strategica».

Alleanze Sul fronte delle alleanze si ammette che il numero uno del Pd umbro, Giacomo Leonelli, ha contattato Vince Spoleto «con quello locale (Andrea Bartocci, ndr) non ci parliamo perché non esiste, del resto – dice Tabano – la segreteria regionale ha commissariato quella comunale, comunque ci è stato chiesto di trovare un accordo nell’interesse del Pd, ma per noi viene prima quello della città, discutiamo sui contenuti e non sulle poltrone». Interlocuzioni e confronti sono comunque in corso con altre liste civiche, è il caso di Prima Spoleto di Sergio Grifoni. «Noi – dice Brunini – non siamo una listarella, con noi c’è molta gente, forse più della metà della popolazione». Ma c’è la disponibilità ad accomodarsi al tavolo di Rossi, candidato in pectore del Pd? «Sono molto scettico, ma non ho mai respinto il dialogo».

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