di D.B.
«Azzerato il provvedimento con cui la Giunta Regionale ha voluto caratterizzare il Dap prima e il bilancio poi e cioè la famosa riduzione dell’Irap per chi assume nuovo personale». Il centrodestra in Consiglio regionale si infila nella breccia aperta dall’impugnazione del Collegato alla manovra di Bilancio 2011 da parte del Governo. Impugnazione che riguarda proprio gli sgravi Irap tanto attesi dalle imprese e che rappresentano uno degli assi portanti della manovra di Bilancio 2011. Sgravi che, secondo il Governo, violano l’articolo 117 della Costituzione.
Il centrodestra: avevamo ragione noi «Avevamo ragione noi – spiegano in una nota Raffaele Nevi, Gianluca Cirignoni e Fiammetta Modena – a chiedere una misura più ampia che avrebbe dato maggiore beneficio alle imprese e non sarebbe incappata nel vizio di legittimità sollevato dal Governo». Secondo gli esponenti del centrodestra poi gli uffici regionali «avevano sollevato il dubbio ma la giunta e la Presidente sono andati avanti ugualmente confidando, forse, nei buoni agganci con la burocrazia romana ma così non è stato e questo mette in evidenza ciò che ormai in tutta l’Umbria si dice e cioè che sono finiti i tempi in cui Maria Rita Lorenzetti con un viaggio a Roma risolveva tutto parlando con i direttori generali amici».
La Marini intervenga in Aula Il centrodestra chiede infine alla presidente di intervenire martedì in Aula per spiegare «come vuole risolvere questo problema che scardina completamente l’impianto del Bilancio 2011». Di giunta «incapace» parla invece il deputato eugubino del Pdl Rocco Girlanda, che in una nota parte all’attacco dell’esecutivo regionale spiegando come questo sia «il risultato di un’amministrazione che critica sempre il governo ma che poi viene smascherata nella sua incapacità». «E’ impensabile – dice poi Girlanda – che un’amministrazione faccia questi errori grossolani su temi economici che coinvolgono la vita di tutti i cittadini».
Tomassoni: due pesi e due misure Accuse alle quali risponde nel corso del pomeriggio di giovedì l’assessore al Bilancio Franco Tomassoni: «Non è la Regione Umbria – spiega Tomassoni – che ha bisogno di amicizie romane per far passare provvedimenti finalizzati ad aiutare il mondo delle imprese regionali e ad incentivare l’occupazione sul proprio territorio, piuttosto è il Governo nazionale che adotta pesi e misure diversi a seconda degli interlocutori ritenuti amici o nemici; il Consiglio dei Ministri non ha infatti sollevato alcun vizio di legittimità sulla legge regionale (n.19 del 3/08/2010) del Piemonte che conteneva un provvedimento analogo a quello dell’Umbria».
Abbiamo anticipato quanto stabilito dal Governo «L’Umbria – ha aggiunto Tomassoni – non ha fatto altro che anticipare di un anno quello che lo stesso Governo ha già stabilito relativamente all’abbattimento dell’Irap con la nuova legge sul federalismo fiscale. C’è quindi da chiedersi su quali basi i rappresentanti del centrodestra in Consiglio regionale esultano per l’impugnazione di un atto con cui si intendono dare risposte concrete alle difficoltà delle imprese umbre, incentivandole ad assumere per risolvere i gravi problemi occupazionali che investono anche la nostra regione. Nessun accordo quindi con il Governo nazionale per modificare un provvedimento che ha la finalità di offrire un servizio agli umbri e all’Umbria».

