di Maurizio Troccoli
Bolla Letizia Moratti e Giuliano Pisapia come «due estremisti» il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino, oggi in Umbria. Parole di fuoco che alimentano le polemiche nella corsa a sindaco di Milano, come mostra il video di Umbria24.it.
Col bastone «La Moratti accusa Pisapia di essere un paraterrorista delinquente però nello stesso tempo emerge che lei che dovrebbe essere il volto dei moderati milanesi si rivela un’estremista perché uno che arriva a tirare in ballo una sentenza di primo grado senza nemmeno aspettare il secondo grado con un’accusa del genere e lo fa all’ultima domanda sapendo che l’altro non può rispondere è una che ti può aspettare sotto casa e ti dà una bastonata, è un atteggiamento da estremista». Non le manda a dire il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino, da Perugia ai due contendenti di centrodestra e centrosinistra alle comunali di Milano.
Terzo Polo «Se loro sono estremisti – ha proseguito Bocchino – Pisapia per la sua storia, la Moratti per quello che ha fatto, ci vuole qualcuno che interpreti l’area moderata, quel ruolo lo hanno lasciato a noi del Terzo Polo». «Noi siamo moderati – ha aggiunto – e i moderati liberali milanesi possono solo votare il candidato del Terzo polo, Manfredi Palmeri. Gli altri due sono due estremisti che non pensano alla città ma pensano ad un incontro di pugilato che non credo sia nell’interesse dei cittadini milanesi».
Proposta D’Alema fuori luogo A Massimo D’Alema, che ha strizzato l’occhio a Fli sulle riforme, Bocchino ha detto che trova la proposta «temporalmente fuori luogo». Il vicepresidente di Futuro e libertà, come mostra il video di Umbria24.it, ha sottolineato come di queste cose si debba parlare a Parlamento appena insediato, dove si stabiliscono le regole. «Poi – ha detto – quando inizia la partita, io sarò sempre dalla parte opposta rispetto a D’Alema».
Su Napolitano «Bisogna tener presente il ruolo centrale che la Costituzione assegna al Parlamento e bisogna evitare quello che purtroppo sta accadendo e cioè che c’è un Parlamento sostanzialmente asservito al potere esecutivo attraverso una maggioranza che cerca di forzare sulle questioni che interessano il Governo, facendo perdere centralità al Parlamento». Così poi Bocchino ha commentato quanto affermato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sulla necessità di non relegare il Parlamento a un «ruolo meschino». Per Bocchino «questo è uno dei sintomi di un’anomalia che è in via di definizione, quella del berlusconismo, che ha portato aspetti positivi e negativi nella politica: questo è un aspetto negativo».
Andremo ai ballottaggi, poi vedremo Sull’esito delle amministrative, Bocchino ha detto che come nel ’93 a Roma e a Napoli «quando gli elettori, stanchi delle opzioni in campo, scelsero elementi fortemente innovativi e dirompenti, mandarono al ballottaggio per esempio Fini a Roma. Noi contiamo che possa accadere lo stesso in queste elezioni e che i candidati del Terzo polo possano andare al ballottaggio». «Se ciò non accadrà – ha detto poi – saranno gli organi di partito di Fli, insieme con il resto della coalizione del Terzo polo, a prendere delle decisioni: partendo da un presupposto che oggi ci vede in una posizione di ”equilontananza” dagli uni e dagli altri. Questo perché sono protagonisti di una rissa politica che tiene fuori dal confronto i veri problemi dei cittadini italiani. E poi perché da un lato noi riteniamo che il berlusconismo abbia fatto il suo tempo e, dall’altro, che la sinistra non solo sia distante politicamente da noi, ma abbia anche fallito nella capacita” che doveva avere di costruire un’alternativa».
Polidori Sull’ingresso di Catia Polidori nel governo come sottosegretario, dopo il transito da Fli e la partecipazione alla convention di Bastia Umbra, Bocchino in un video di Umbria24.it ha detto: «Ci sono persone che non se la sono sentita di afforntare un pecorso politico di costruzione entusiasmante ma anche difficile e hanno preferito il comodo invito di qualcuno che ha chiesto sostegno in cambio di un posto di governo o di sottogoverno. Sono cose che fanno parte della debolezza degli esseri umani e quindi si registrano anche in politica».

