di Daniele Bovi
La spending review porta in dono tagli per manutenzioni, sociale e culura. Sul tavolo di sindaco e giunta infatti ci sono altri due milioni di euro in meno, «regalo» del decreto con cui l’amministrazione di Wladimiro Boccali sta facendo i conti. Giovedì nella seduta di giunta l’assessore al Bilancio Livia Mercati presenterà la delibera con il riequilibrio di bilancio che vale, appunto, due milioni: i capitoli da tagliare, come spiegato lunedì mattina dal sindaco nella conferenza stampa che segna la ripresa ufficiale dell’attività a palazzo dei Priori, saranno quelli delle manutenzioni e della filiera sociale-cultura: «Le spese che dovremmo ridurre sono queste. Comunque verificheremo – ha detto – il livello delle entrate e speriamo in un aumento degli incassi per gli oneri di urbanizzazione. La spending review incide in modo pesante e la situazione è complicata. L’Anci si siederà al tavolo col Governo nei prossimi giorni, ma se certi parametri non cambiano verranno colpiti i Comuni più virtuosi».
Niente aumenti I tagli sono figli di una scelta precisa: «Niente aumenti delle tariffe comunali – dice Boccali – e quindi niente aumento della pressione fiscale. Agiremo su ciò che rimane della spesa». Un sindaco che a dispetto delle voci che si rincorrono su una sua possibile candidatura in vista delle politiche, spiega di avere tutta l’intenzione «di finire il mio mandato nel 2014: in seguito mi metterò a disposizione della coalizione». Nei progetti del sindaco ci sono poi gli stati generali della città da tenersi «nei prossimi mesi». Lontano quanto basta, ma non troppo, dalle elezioni del 2014: «Saranno – spiega – una serie di appuntamenti di approfondimento, programmazione e riflessione sulla città lontani dal periodo elettorale». La base di discussione, da tenersi non solo all’interno di palazzo dei Priori ma più diffusamente sul territorio, sarà formata dai dati che racconteranno la realtà economica e sociale della città».
I progetti Un dato da cui partire è quello della «rigenerazione urbana: il consumo del territorio è finito da molti anni a Perugia, ora si riqualifica e si restaura». Un quadro dentro il quale si inserisce il Piano città, da presentare al governo entro il 5 ottobre e che riguarda il recupero di aree importanti come quella del Broletto, di Monteluce e del Mercato coperto. Fuori dal Piano l’ex carcere di piazza Partigiani che versa in «condizioni di abbandono inaccettabili: fosse stata di un privato l’avremmo massacrato di ordinanze. La struttura è dello Stato e c’è una trattativa. Il progetto della cittadella giudiziaria non c’è più, ma non abbiamo abbandonato l’idea di riqualificarlo con spazi dedicati alla giustizia e altri alla residenzialità. Per quanto riguarda il Mercato – prosegue – dovrà essere un polo culturale affiancato da spazi commerciali e da realizzare con un project financing. Il motore di tutto sarà il pubblico, poi con una gara valuteremo quale privato presenterà il progetto migliore». Il problema è trovare, in tempi di crisi, privati disposti a investire qualcosa come oltre 45 milioni di euro. Ottobre sarà un mese importante anche per il capitolo Ikea, con la multinazionale che dovrà presentare il nuovo progetto per San Martino in Campo.
Riforme e cultura Il punto Boccali lo ha fatto anche sulle iniziative culturali primaverili ed estive, «una mole enorme di eventi – ha detto – grazie anche al contributo dei privati e nonostante il periodo di difficoltà. La mostra del Signorelli? Ci aspettavamo più pubblico ma la qualità dell’evento è stata alta». Un sindaco che si aspetta poi, passando al capitolo riforme, un’approvazione in tempi rapidi di quella della sanità da parte del Consiglio regionale: «Positiva – ha detto – è anche l’istituzione dell’Ato unico così come l’Unione dei comuni». Boccali sposa poi in pieno la linea del Pd sul riordino delle Province: «Partendo dal fatto che occorre meno burocrazia, maggiore semplificazione e che quattro livelli di governo sono troppi bene – osserva – ha fatto il Cal ad avviare un percorso che prevede per l’Umbria due Province, evitando così un’anomalia. Se il Governo o la comunità regionale decidessero altrimenti nessuno si dovrà sentire penalizzato. Non possiamo affrontare questo argomento – ha concluso – come se parlassimo di sport».


