Una telecamera in un set

di Daniele Bovi

Un sostanziale azzeramento per poi ripensare l’intera macchina. È questo il senso della scelta della Regione che, nelle scorse ore, ha deciso di commissariare l’Umbria film commission; compito che con tutta probabilità sarà affidato a un dirigente di Palazzo Donini.

Commissariamento La giunta parla di «una scelta assunta in seguito alle valutazioni effettuate sul lavoro svolto oltre che tenendo conto – è scritto in una nota – delle dimissioni del presidente del consiglio di amministrazione, Paolo Genovese. Questa decisione è stata presa vista l’impossibilità di garantire il normale funzionamento della Fondazione e sarà sottoposta all’assemblea dei soci a cui seguirà la nomina di un commissario che guiderà l’ente fino al 31 luglio 2025». Oltre a ciò si modificherà la legge del 2024 sulla «valorizzazione delle attività cinematografiche e audiovisive», con l’obiettivo di «ripensare un modello di governance mirato alla valorizzazione, promozione e supporto delle attività cinematografiche e audiovisive». Legge che ha assegnato 350 mila euro per ognuno degli anni dal 2024 al 2026.

I problemi La decisione del commissariamento arriva anche sulla scorta di una «analisi approfondita sulle attività svolte fino a ora e alle criticità riscontrate». Palazzo Donini non va oltre ma da quanto filtra i problemi riguardano sostanzialmente la reale operatività della struttura, i risultati raggiunti (ritenuti evidentemente insufficienti) e i compiti assegnati. Tutti temi dei quali si discuterà giovedì sera nel corso dell’assemblea dei soci della Film commission, che ripartiranno da un commissariamento visto come «il primo passo formale verso la ridefinizione di un progetto più ampio, efficace ed efficiente».

La storia La Film commission è partita ufficialmente in Umbria nel 2021, con una ventina d’anni di ritardo rispetto ad altre regioni. Soci fondatori della Fondazione presieduta fino a poco tempo fa dal regista Paolo Genovese sono la Regione, i Comuni di Perugia e Terni e Anci Umbria. In generale gli obiettivi sono quelli di promuovere e agevolare le produzioni cinematografiche e audiovisive, attraendo investimenti e semplificando le procedure burocratiche per quelle produzioni che scelgono l’Umbria; tra i compiti, anche quello di formare e aggiornare i professionisti. La Film commission poi deve garantire una serie di servizi come assistenza pratica e logistica, database e guide, facilitazioni burocratiche, consulenza finanziaria e supporto a bandi.

Il film fund Negli scorsi giorni intanto sono arrivate le domande per quanto riguarda l’Umbria film fund 2024, che mette a disposizione complessivamente 2 milioni di euro per chi vuol produrre film, serie, documentari, cortometraggi e così via. In tutto sono state 22 le domande presentate: Cinemaset ha chiesto 400mila euro, Progetto immagine 80mila, Jump cut 27.500, Fade out 20mila, Phausania 12.200, Orisa Produzioni 320mila, Reset production 20mila, CinemaLive 20mila, Augustus Color 500mila, Andromeda film 150mila, Piroetta 20mila, Mediterranea Production 350mila, Masi film 158mila, The factory mail 40mila, Media Mediterranea 42.500, Imagine The Stars 204mila, Ph Neutro 500mila, Movie Factory 200mila, Ideacinema 421mila, 9 Muse 350mila, Jok Produzioni 35mila e Dromo studio 20mila.

L’articolo è stato corretto alle 19 del 20 marzo riportando il numero esatto delle domande presentate.

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