
di Daniele Bovi
Inizia con Carlo Cianetti, candidato sindaco del centrosinistra ad Assisi, la serie di interviste di Umbria24.it a tutti gli aspiranti sindaci dei nove comuni al voto il 15 e il 16 maggio (solo Gubbio, data la concomitanza della Festa dei Ceri, andrà alle urne il 22 e 23 maggio). Sei domande, standard per tutti, per consentire ai cittadini-elettori, e lettori, di formarsi un’opinione su alcuni temi decisivi per la vita delle comunità.
Quali sono i tre problemi principali della sua città e, concretamente, come intende risolverli?
«Assisi sta vivendo una fase di declino economico e sociale. E’ questo il vero problema della città su cui lavorare. Serve un piano efficace di rilancio del turismo, che impegni risorse umane ed economiche. Nel giro di un paio di anni contiamo di incrementare le presenze turistiche di almeno 100 mila unità. E’ necessario un piano di rilancio dell’occupazione e di sostegno alle imprese. Abbiamo elaborato un progetto che prevede un investimento di 650 mila euro in 5 anni e che potrebbe produrre 100 posti di lavoro a tempo indeterminato e, soprattuto l’apertura di 100 nuove imprese, oltreché azioni di sostegno alle donne lavorattrici attraverso buoni asili nido e incentivi per l’imprenditoria femminile. Poi è necessario restituire vita alle città e ai paesi del comune. Creare luoghi di incontro e di aggregazione, favorire la socialità e le attività culturali. Dobbiamo “ricucire” il territorio comunale oggi disgregato da politiche frazionistiche che hanno messo gli uni contro gli altri. Insomma bisogna lavorare per un progetto di medio e lungo termine che riporti ricchezza di valori ed economica in tutto il territorio comunale».
Ritiene che il suo territorio avrà da guadagnare o da perdere con l’entrata a regime del federalismo fiscale?
«Non si sa bene. Intanto bisogna capire, quando il federalismo fiscale sarà a regime, se le imposte sostitutive, quali l’IMU, riescono a colmare il deficit prodotto dalla soppressione dell’ICI e di altri tributi. Poi in una città turistica come la nostra dobbiamo valutare, insieme ai commercianti e agli imprenditori, se è utile imporre una piccola tassa di soggiorno. Al di là della questione fiscale il federalismo concede maggiore autonomia e maggiore possibilità di iniziativa e sotto questo profilo va considerato una opportunità per gli enti locali».
Introdurrebbe nel suo Comune un registro dei testamenti biologici? Perché?
«Certo che lo introdurrei, se la legge lo consentisse. In realtà è in via di approvazione un testo che metterà limiti ben precisi anche a questo espressione di libertà. Il problema è delicatissimo, ha implicazioni etiche e religiose forti, ma dare ad ognuno la possibilità di scegliere è l’unico modo che abbiamo per rispettarne la volontà».
Se eletto, quali saranno i provvedimenti adottati nei primi cento giorni di governo?
«Dobbiamo subito lavorare ad un progetto di promozione che porti ad un incremento di turismo già nel prossimo autunno. Penso ad iniziative di guerrilla-marketing, ad un piano di ospitalità lanciato sui media nazionali che consenta di attrarre nei week-end di bassa stagione alcune migliaia di visitatori. Metteremo mano ad un piano del traffico che regoli soprattutto l’accesso al centro storico e avvieremo subito il progetto 100-100-100 per favorire l’occupazione e l’avvio di nuove imprese».
I tagli agli enti locali impongono agli amministratori della cosa pubblica una maggior oculatezza nelle scelte. Su quali capitoli di bilancio interverrà per recuperare risorse?
«Il bilancio del Comune di Assisi è praticamente incomprensibile: è fatto per non essere giudicato. Prima bisogna capirci qualcosa e poi vedremo. Di sicuro aumenteremo investimenti nel sociale e nel turismo. I tagli credo si possano fare sulle opere pubbliche, visto che in questi anni in questi anni si è fatto molto, anzi si è ecceduto».
Chiuderebbe il centro storico della sua città al traffico? Se già lo è pensa di lasciare le cose così come sono o di intervenire per apportare dei miglioramenti?
«Il traffico nel centro storico va chiuso in alta stagione e va lasciato aperto nei mesi invernali. I modi e i termini vanno studiati assieme agli operatori commerciali e ai residenti. Di sicuro bisogna pensare a convenzioni con i parcheggi privati, per consentire a tutti i residenti del comune prezzi vantaggiosissimi».

Non penso che mettere in campo altre 100 strutture ricettive sia una buona idea , almeno nell’immediato, ma riqualificare le strutture già esistenti che tanto arrancano con fatturati sempre più in flessione, creare infrastrutture dedicate,integrare tutti i servizi in un progetto unico a livello locale ,regionale e nazionale e fare partire allora una efficace promozione.