di Ivano Porfiri
Non vuole avere a che fare con il leaderismo di Vendola né con la burocrazia dei partiti post comunisti. Muove i primi passi anche in Umbria il «Soggetto politico nuovo» lanciato a livello nazionale e che si propone di formare a sinistra qualcosa di diverso dai partiti tradizionali. Le adesioni in Umbria fanno intuire lo spirito di giovani impegnati nei movimenti e nella Cgil.
Le sottoscrizioni Tutto è nato da un manifesto, firmato a livello nazionale da importanti esponenti della sinistra diffusa. Tra di loro intellettuali come Mattei, Rodotà, Pirotta, Gallino,Viale, Ginsborg, Revelli, Bevilacqua, Pepino e lo scrittore Massimo Carlotto. Sul sito www.soggettopoliticonuovo.it, dove è possibile aderire, si può notare come siano al momento circa 2.500 le sottoscrizioni.
Gli obiettivi Il lancio del manifesto rappresenta l’inizio di un percorso che vuole esprimere, come si legge nel documento stesso, «radicali nodi di rottura sia con le attuali forme partito, sia con la situazione politica presente. Il percorso lanciato è ambizioso, nella consapevolezza, da un lato, che non ci può essere democrazia senza i soggetti politici immaginati nella Costituzione (nuove soggettività collettive, corpi intermedi capaci di connettere esperienza personale e tessuto politico, società e istituzioni); dall’altro che senza un progetto davvero partecipato e diffuso non si può creare un’alternativa al governo Monti capace di praticare una uscita diversa dalla crisi. Questo, in questi giorni di attacco ai diritti dei lavoratori e al tessuto simbolico della democrazia, è assolutamente urgente».
Le adesioni in Umbria Non mancano le firme digitali di umbri. Tra queste spicca senz’altro quella dell’ex presidente della Regione, Francesco Mandarini. Tra i primi firmatari ci sono anche due umbri che per il momento sono il riferimento territoriale del progetto: Adelaide Coletti di Perugia, 34 anni, già responsabile delle politiche di genere e nuovi diritti di Rifondazione comunista e componente del coordinamento nazionale del forum delle donne della Sinistra europea; Alessandro Rampiconi di Terni, membro della segreteria confederale della Cgil territoriale. Mentre Fabrizio Ricci, giovane giornalista dell’ufficio stampa della Cgil, si occuperà in questa prima fase di raccogliere le adesioni e di mettere in collegamento i firmatari.
Le prospettive Ora il percorso proseguirà con un primo appuntamento provinciale tra i firmatari (a Perugia e Terni), mentre per il 28 aprile è previsto un incontro nazionale. «Non si tratta di aggiungere sigle contro tutto e tutti, né di sommare esperienze locali che restano locali, tanto meno di chiudersi nel recinto di una radicalità ideologica – si legge nel Manifesto -. Vogliamo costruire un soggetto che determini una trasformazione complessiva, costruisca anche alleanze e mediazioni, ma con l’ambizione tutt’altro che minoritaria di mettere in campo un’altra Italia. Di lavorare per un’altra Europa». Il compito è arduo, ma nello sfascio attuale della politica tradizionale, tutto è possibile: anche che un progetto con un solo anno di vita nel 2013 ribalti le gerarchie della sinistra.


In tempo di crisi c’è chi s’inventa un lavoro e c’è chi s’inventa un partito per la sua tranquillità futura.