Il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo

di M.R.

Nuovo rimpasto di giunta dopo quello delle passate settimane; il sindaco Leopoldo Di Girolamo alla luce della maxi inchiesta in corso denominata ‘operazione Spada’, ha deciso di rimescolare le carte in tavola, liberando da alcuni poteri gli assessori iscritti nel registro degli indagati, insieme ad altre 14 persone tra rappresentanti delle cooperative sociali e dirigenti e funzionari comunali, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta.

Rimpasto di giunta a Terni All’assessore Vittorio Piacenti D’Ubaldi, come anticipato dal quotidiano Il Messaggero, rimane la gravosa delega al bilancio e vengono assegnate Turismo, Commercio e Marketing territoriale mentre il sindaco assume su di sé quella alle partecipate. Lavori pubblici e Verde, servizi cimiteriali, qualità urbana, arredo urbano, decoro urbano e igiene pubblica passano da Stefano Bucari a Emilio Giacchetti, mentre il nuovo punto di riferimento in giunta per quel che riguarda l’illuminazione pubblica e l’efficientamento energetico sarà la vicesindaco Francesca Malafoglia. «Si tratta di un provvedimento – afferma Di Girolamo – teso a garantire che l’azione amministrativa in tutti i settori possa procedere con grande tranquillità ed efficienza, così come ci siano tutte le migliori condizioni possibili per l’approfondimento in corso da parte della magistratura. Ho inteso insomma rimuovere eventuali conflitti tra la necessità di proseguire l’azione amministrativa e la necessità dell’azione giudiziaria in corso».

Dirigenti I decreti sono stati firmati mercoledì e ufficializzati tramite nota ufficiale del primo cittadino. Da fonti politiche nella tarda mattinata di mercoledì era inoltre emersa la possibilità di una sospensione per i tre funzionari coinvolti nell’operazione Spada e, seppure la misura potrebbe non essere esattamente questa, perché drastica, il primo cittadino annuncia: «Nei prossimi giorni – valuterò se sia necessario prendere provvedimenti anche per quanto riguarda la struttura amministrativa, le direzioni, sempre nell’ottica di garantire ai dirigenti e ai funzionari dell’ente la massima serenità gestionale. L’operato dell’amministrazione comunale e del sindaco – prosegue – mi sembra netto: con la trasmissione del bando delle mense all’Anac, con la rimodulazione delle deleghe, vogliamo agire con atti concreti e tangibili per rafforzare i concetti che abbiamo sempre inteso portare avanti: legalità, correttezza, trasparenza. I nostri sono atti concreti, dimostrando rispetto per la sacrosanta e imprescindibile richiesta di correttezza che arriva dalla città, per il lavoro della pubblica amministrazione e per quello della magistratura. Lascio ad altri le grida, le ingiurie, il giustizialismo per cavalcare l’onda e seguire il vento. Continuiamo il nostro impegno sui temi dell’area di crisi complessa, del riequilibrio finanziario, di agenda urbana, dei fondi europei, delle infrastrutture, convinti che la città abbia bisogno di questo e non di forcaioli pronti a paralizzare Terni».

Forza Italia «Le opposizioni – scrivono i consiglieri comunali di Forza Italia – chiedevano lunedì di discutere un ordine del giorno per capire come il sindaco volesse affrontare questa nuova situazione che va oltre le incapacità amministrative e precipita addirittura nel giudiziario. Volevamo portare il dibattito in aula sulle cose concrete e di reale interesse pubblico. Con la consueta arroganza e prepotenza il dibattito sotto gli occhi della città è stato evitato e neanche 36 ore dopo il sindaco e la segreteria del Pd decidono di rimescolare le deleghe tra gli assessori mantenendo però in carica i due assessori indagati, ma non è con il gioco delle tre carte che si risolvono i problemi legati alla dignità e al rispetto delle istituzioni sul quale è calato un velo di opacità fortissimo del quale il Pd ha tutte le responsabilità. La trasparenza e la correttezza si ripristinano solo con una giunta che non delibera con il voto di amministratori coinvolti in fatti e indagini così gravi da compromettere la credibilità complessiva di chi governa il capoluogo».

@martarosati28

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