Cesi, Collescipoli, Valserra, Valnerina e Velino i cinque ambiti territoriali individuati per dare voce, tramite una consulta dedicata, alle antiche municipalità della città di Terni. Questa una delle decisioni prese al netto di un confronto in Seconda e Terza commissione consiliare del Comune di Terni sulla base di una proposta avanzata dal gruppo Pd e adottata da tutte le forze politiche rappresentate a Palazzo Spada pur con modifiche apportate al testo, prima dell’ok arrivato lunedì mattina all’unanimità. Fatta eccezione per alcuni emendamenti tesi a intervenire sulla forma, nella sostanza il lavoro dei commissari ha portato a introdurre un numero massimo di componenti la consulta (32) e stabilito che ai lavori dell’organismo non possano partecipare più di due consiglieri comunali (uno di maggioranza e uno di opposizione), nominati dal consiglio assieme ad altrettanti supplenti: questi non avranno diritto di voto in consulta e prenderanno eventualmente parte alle sedute a titolo gratuito. Il lavoro emendativo al regolamento della prima stesura ha inoltre aperto ai rappresentanti di ogni parrocchia.
Antiche municipalità Soddisfatto del lavoro portato a termine il capogruppo Dem Francesco Filipponi. «L’interesse dimostrato dai tanti soggetti singoli e associati che hanno partecipato prima alla presentazione pubblica e poi ai lavori, e quello di tutti i gruppi politici a prendere in considerazione la proposta Pd sulle antiche municipalità, e sui centri minori rappresenta un segnale importante. A partire da una proposta precedente che prevedeva l’elezione diretta, il nostro gruppo ha individuato una nuova nuova soluzione percorribile legata ad un avviso pubblico, ciò attraverso confronti con cittadini coinvolti e uffici competenti. Questo nuovo organismo se formalizzato attraverso il voto definitivo del consiglio comunale avrà potere consultivo-rappresentativo dei territori di Cesi, Torre Orsina e Collestatte, Papigno-Marmore-Piediluco, Miranda, la Valserra, Cecalocco e Collescipoli. Abbiamo esaminato con attenzione anche i suggerimenti dei rappresentanti delle proloco di Collescipoli, Torre Orsina, Collestatte, Terni, Cesi, Papigno, Marmore, Piediluco, la Valserra, Miranda. Cosi come sono state vagliate tutte le note di suggerimento arrivate dal mondo associativo. Sono stati poi presentati emendamenti al regolamento che sono stati approvati con parere favorevole dalle commissioni, dopo un approfondimento».
Francesco Filipponi «La consulta – commenta Filipponi – potrà essere uno strumento molto importante per valorizzare le antiche municipalità e i centri minori, per metterle in rete al fine di costruire un prodotto turistico attrattivo e competitivo, ma anche e soprattutto per migliorare la vivibilità dei borgi. Nella consulta, oltre alle pro loco che avranno un ruolo centrale, troveranno spazio e voce tutte le associazioni dei rispettivi territori, da quelle sportive a quelle sociali, culturali, le parrocchie e i singoli cittadini; tutte queste realtà prappresentano un arrichimento che non può essere disperso. La consulta è suddivisa in singoli ambiti territoriali che potranno anche riunirsi autonomamente presso i borghi. Se il consiglio comunale voterà definitivamente il regolamento le realtà territoriali considerate a partire dalla prossima consiliatura, potranno esprimere un nuovo protagonismo grazie ad una partecipazione rappresentativa delle loro istanze.
Terni civica Sul regolamento si è espresso anche il consigliere Michele Rossi: «Ho contribuito fattivamente alla stesura del regolamento con il quale si gestirà questo importante organismo di partecipazione. Che dovrà coinvolgere le comunità più periferiche del territorio comunale nell’ azione amministrativa anche in maniera propositiva. Ho chiesto che la partecipazione fosse la più ampia possibile attraverso le rappresentanze delle Proloco, delle associazioni culturali e sportive, ma anche di semplici cittadini appassionati e studiosi degli antichi borghi ma che questa fosse fissata nel numero massimo di 32 membri inserendo anche, la proposta iniziale non lo prevedeva, i rappresentanti delle Parrocchie. Essendo queste importanti custodi di beni culturali assai preziosi. Sono certo che questo strumento se ben interpretato da chi ne farà parte potrà colmare quel mancato coinvolgimento ed ascolto di cui giustamente ci si lamenta dalla soppressione delle vecchie Circoscrizioni. Voglio pensare che questa assemblea oltre ad esprimere pareri consultivi sulle varie e particolari decisioni amministrative che riguardano i singoli borghi possa anche proporre progetti di livello sinergici e in grado di promuovere finalmente una valorizzazione di tutte le antiche municipalità in una più ampia visione complessiva e di messa a rete».
