Sono quasi 300 le telefonate che, ogni giorno, la nuova centrale operativa del 118 regionale riceve dai cittadini umbri in cerca di aiuto; numero che sale a quasi 700 se si tiene conto anche di quelle con equipaggi, sedi dei pronto soccorso, ospedali e così via. Sono questi alcuni dei numeri più importanti che riguardano la nuova centrale operativa del 118 regionale, spostata dall’inizio di marzo dall’ospedale Santa Maria della misericordia a via Enrico dal Pozzo, a breve distanza dal polo universitario e dai padiglioni utilizzati per lungo tempo dall’ospedale.
I lavori La struttura, finanziata con 1,7 milioni di euro dalla precedente giunta, è stata visitata mercoledì dalla presidente della Regione Stefania Proietti per fare il punto sulle attività. Una struttura che rappresenta il cuore del sistema dell’emergenza-urgenza regionale; nella grande sala, dove lavorano h24 i medici che rispondono alle telefonate, ci sono i monitor e tutte le tecnologie che permettono di monitorare passo passo ogni intervento, dal codice assegnato al tipo di patologia, dalla località al tipo di mezzo utilizzato per il soccorso fino al controllo in tempo reale della posizione dei mezzi e così via. Un meccanismo cruciale e delicato della sanità regionale.
I compiti La centrale, in cui lavorano 11 medici specialisti, 53 infermieri e 34 autisti, ha il compito di gestire le attività di emergenza e coordinare gli interventi, con funzioni che vanno dalla ricezione della richiesta di soccorso alla valutazione della complessità dell’evento, dall’attivazione degli equipaggi fino alle istruzioni per l’esecuzione di manovre salvavita a chi si trova sul posto. Da qui vengono gestite ambulanze, elisoccorso, automatiche e così via. E la mole di lavoro per l’intero sistema è in crescita.
FOTOGALLERY: LA NUOVA CENTRALE OPERATIVA
I dati Secondo i numeri forniti dal dottor Francesco Borgognoni, direttore della centrale operativa, se nel 2019 gli interventi erano circa 70mila, nel 2025 sono stati 95mila. «La genesi – spiega – è probabilmente multifattoriale, non c’è un solo elemento che contribuisce a questo». L’anno scorso sono state in tutto 250mila circa le telefonate gestite, 100mila delle quali arrivate dai cittadini attraverso il 112, mentre le restanti riguardano quelle con equipaggi, sedi dei pronto soccorso, ospedali e altre strutture sanitarie. L’anno scorso i codici verdi sono stati uno su tre, quelli gialli meno del 40 per cento mentre il il 27 per cento rossi. Insomma, c’è una larga fetta di utenti che dovrebbe usufruire di altre strutture e di altri servizi, lasciando il 118 ai casi più gravi.
Servizi territoriali Ed è qui che entrano in gioco le neonate Case di comunità che, come gli Ospedali di comunità, dovrebbero garantire prestazioni di minor importanza. Centrale sarebbe il 116117, numero molto poco conosciuto che serve per le cure mediche non urgenti: «Tutti i cittadini – ha commentato Proietti – dovrebbero capire l’importanza di questo numero per sgravare il 118 dai casi meno urgenti. Le Case di comunità poi sono attive H24, abbiamo siglato l’accordo con i medici di medicina generale quindi siamo pienamente operativi». «La sfida ora – ha aggiunto – è far capire sempre più ai cittadini quella continuità della salute territoriale, della sanità territoriale H24 che, per i bisogni che non sono di emergenza-urgenza, può dare risposte vicine ai territori».
Nibbio Un punto è stato fato anche sull’elisoccorso, attivo dal 2024: «L’impatto – ha risposto Borgognoni sul punto – è positivo; se ben utilizzato, riduce in molti casi la tempistica globale di intervento per il paziente. Poter disporre di un mezzo rapido per trasportare il paziente nell’ospedale più idoneo — che non è necessariamente quello più vicino, anzi quasi mai lo è — capite che è un’arma in più. E come tutte le armi va usato in modo appropriato e congruo».
Investimento strategico A proposito della nuova centrale operativa invece la presidente ha parlato di un «investimento strategico per il sistema sanitario regionale. Garantire agli operatori spazi moderni, sicuri e dotati delle migliori tecnologie significa rafforzare la capacità di risposta alle emergenze e assicurare ai cittadini un servizio sempre più efficiente e tempestivo». Quanto alla visita, per la presidente si è trattato di un momento «per dire grazie» agli operatori «che svolgono un lavoro delicatissimo. Questo sistema «non ha perso uno squillo, non una telefonata, pur dovendosi trasferire dalla sede del Santa Maria della misericordia a qui».

