di Maurizio Troccoli
Non è possibile misurare dal suo raddrizzamento di schiena, quanto Boccali abbia creduto a Bocci, sul palco della Festa democratica di Santa Sabina, domenica sera. Ma il sottosegretario del governo Letta l’ha ripetuto due volte: «Ho sempre sostenuto Boccali, e lui lo sa, lo sostengo e lo sosterrò». Si parla di amministrative e il pensiero va lì, a quell’appuntamento, mentre si insinua fluida, ma pungente per chi avrebbe pensato di sfidare il sindaco – magari contando sui ‘sufraggi bocciani’ -, la dichiarazione del traghettatore di voti umbri, Gianpiero Bocci. Poco distante, appena due sedie alla sua destra, c’è Boccali che non si scompone ma si raddrizza sulla sedia quando Bocci lo ri-colloca idealmente sullo scranno di sindaco per un nuovo mandato, almeno nelle sue dichiarate intenzioni.
Polemica primarie Non rinuncia però a fare conoscere il suo disappunto sulle polemiche scoppiate attorno all’ipotesi di ‘primarie’ Gianpiero Bocci: «Non mi piace questo Pd che si divide su candidature e ‘primarie’. Tra qualche ora non ci sarà più Berlusconi che ha fatto bene a se stesso ma anche a noi quando ci siamo schierati come una tifoseria tra gli antiberlusconiani, pensando così di nascondere le nostre debolezze. Vorrei un Pd capace di dividersi sulle idee e non sulle candidature. Questo è il partito che dovrà traghettare l’Italia nei prossimi venti anni e noi continuiamo a dividerci sulle primarie, su Renzi e quant’altro. Per quanto mi riguarda non ho alcun problema, le ‘primarie’ le ho sempre fatte e non ho mai temuto il verdetto dell’elettorato. Non venitelo a dire a me quindi. E’ ora di smetterla su queste divisioni, bisogna offrire risposte concrete alle esigenze della gente, di chi è in difficoltà». Quanto al problema della sicurezza a Perugia, Bocci parla da addetto ai lavori: «C’è una cifra dell’emergenza reale e un’altra dell’emergenza percepita. A me interessa quella reale, il dato oggettivo. Che dice che sono in calo i reati e sono in aumento le operazioni di polizia e l’azione della magistratura tese a contrastarli. Va detto però che valuto molto positivamente il fatto che il nuovo prefetto Antonio Reppucci abbia messo la faccia all’assemblea di piazza Grimana beccandosi anche qualche ingeneroso insulto visto che era il nuovo prefetto da pochi minuti. Non ricordo altri prefetti, in passato, che l’abbiano fatto. Ma ricordo invece che qualche autorità non ha rappresentato ai vertici nazionali la reale emergenza di Perugia. E quando mi sono recato al ministero ho trovato il ministro privo di elementi di conoscenza del fenomeno, con grave responsabilità da parte di chi avrebbe dovuto offrirglieli».
Boccali: io fuori dalla polemica C’abbia creduto o no alle dichiarazioni in suo favore, Boccali ringrazia Bocci «per l’analisi politica» ma si tira fuori dalle accuse riguardo alle polemiche attorno alle ‘primarie’. «Su questo argomento non ho né fatto dichiarazioni, né cinguettato visto che non ho ‘Twitter’. Certo che non mi fa piacere incontrare un cittadino che mi scuote il giornale sotto il naso credendo che invece di occuparmi dei problemi della gente io stia a lavoro sulle prossime elezioni amministrative. Magari arrivando anche a pensare che utilizzo il telefono del Comune per miei fini elettorali. Ecco, non sono il tipo, non lo sono mai stato, non faccio queste cose e mi sono mantenuto distante dalle polemiche. Al giudizio degli elettori non ci andrò raccontando che abbiamo fatto soltanto cose buone. No, io sarò chiaro sulle cose fatte come anche sulle tante cose che restano da fare e che non abbiamo fatto. Ma abbiamo dimostrato di avere una idea di futuro per la città. E’ chiaro ad esempio su Monteluce, quando tutta quella cubatura, all’epoca della conversione dell’area avrebbe potuto fruttare un tesoro per le casse comunali se solo ci fossimo prestati ad una operazione immobiliare vantaggiosa per quegli anni. Ma con la crisi sopraggiunta ci saremmo trovati un cantiere perenne, sospeso per anni e un’area di cerniera con il centro storico, priva di identità e di prospettiva. E invece abbiamo guardato lungo. Abbiamo pensato a un progetto di valore culturale, urbano per la città, consapevoli del fatto che quando sarà terminato molti di noi non staranno più a ricoprire i posti che ricoprono attualmente. Ma in questa ottica abbiamo orientato la politica, pensando alla città e ai cittadini e sono molti i progetti operativi per mantenere il profilo di Perugia città storica e di cultura: dai progetti in centro storico come il centro di cultura gastronomica di via Oberdan, all’ex carcere come centro per giovani imprenditori, start up e coworking. Progetti in grado di intercettare fondi europei che in tante parti d’Italia non si incassano per incapacità progettuale. Nella stessa logica c’è Perugia città europea della cultura 2019 e le potenzialità che esprime per l’indotto che sarà capace di generare. Poi penso ai centri per l’arte e la cultura nelle aree dismesse della città come in via Pallotta (l’area dell’ex Fiat) e in via Palermo».
Alleanze secondo Bocci Dalla sua Bocci è sembrato volere indicare anche una fase nuova per il Partito democratico dell’Umbria e per le sue alleanze future. «Non si dovrà stare insieme sulla base dell’essere progressisti o conservatori. Diciamocelo chiaramente, vedo troppi conservatori dalla nostra parte e vedo progressisti dall’altra parte. Progressista è colui che riesce a prevedere quello che potrà avvenire in futuro e compie scelte politiche all’altezza, evitando o riducendo le gravi conseguenze derivanti dai fenomeni previsti in anticipo. E su questa base che bisogna pensare con chi stiamo. Ripeto: ci si divida pure all’interno del nostro partito, ma sulle idee. E chi ha idee migliori convincerà più gente possibile e le farà valere più degli altri. Ma facciamola finita con questo ‘spettacolo’ che abbiamo dato anche in questa festa».
