L'inaugurazione dell'aeroporto San Francesco d'Assisi di Perugia (Foto F.Troccoli)

Infuria la polemica politica sull’esclusione dell’aeroporto San Francesco d’Assisi di Perugia dai 31 scali di rilievo nazionale nel Piano presentato dal ministro Corrado Passera. L’argomento si presta a diventare oggetto di campagna elettorale tra i vari schieramenti in Umbria e, dopo le reazioni istituzionali, i candidati non si fanno attendere.

Rossi Secondo Gianluca Rossi (Pd) «l’esclusione dell’aeroporto di Perugia dai trentuno ‘scali di rilevanza nazionale’, a cui verranno destinati fondi statali specifici, rilancia l’esigenza di un impegno serio sui nodi infrastrutturali della nostra regione. Il prossimo governo dovrà ascoltare le esigenze provenienti dai territori: richieste funzionali all’assetto complessivo dei collegamenti nazionali, all’interno dei quali l’Umbria, anche in relazione alla sua posizione mediana, deve esercitare un ruolo-chiave». «Alcune delle questioni aperte – spiega il candidato al Senato – riguardano direttamente il territorio ternano, dove non è più rinviabile il completamento di due opere cruciali come il collegamento intermodale Orte-Civitavecchia e la sua integrazione con la Terni-Rieti. Opere decisive anche per il futuro delle nostre attività produttive che devono poter disporre di tutti gli strumenti più adatti per competere da protagoniste nei mercati di riferimento».

Monni Massimo Monni (Pdl) se la prende con «l’esimio Prof. Monti» che «condanna l’Umbria ad essere l’unica regione d’Italia senza uno sbocco aeroportuale. «Lo scalo umbro – spiega Monni -, che aveva ricevuto un importante contributo da parte dello Stato quando fu incluso fra le opere da finanziare per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, e che grazie al governo Berlusconi aveva potuto investito oltre 40 milioni di euro nel relativo ampliamento, rischia oggi di venire cancellato, con buona pace per le ingenti risorse che vi sono state investite sino ad ora. E’ evidente che l’Umbria non possa accettare la politica montiana e dei “centrini” che la vorrebbero relegare alla marginalità, depauperando le sue grandi potenzialità di sviluppo».

Ronconi Per Maurizio Ronconi (Udc), che sta con Monti, «la classificazione degli aeroporti nazionali avrebbe richiesto una maggiore riflessione oltre che una doverosa interlocuzione con le istituzioni locali. Oltre che singolare è certamente segno di una buona dose di inesperienza pubblicizzare la graduatoria nel pieno della campagna elettorale trasformando un argomento serio in strumento di polemica politica. Non c’è dubbio che la decisione assunta debba essere rivista e allo scopo sarà importante una fattiva collaborazione delle istituzioni locali che dovranno evitare toni elettoralistici per privilegiare quelli della concretezza».

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