Marini e Zingaretti

di Iv. Por.

«L’Umbria non ci sta a finire in una sorta di tentativo di spezzettamento che ne mortifichi la sua identità. Vogliamo, al contrario, essere protagonisti di questo dibattito, portando un nostro positivo contributo. E non ci piace che qualcuno, nelle chiuse stanze, ridisegni la nuova carta geografica delle Regioni italiane». Questa la posizione di Catiuscia Marini sul dibattito in corso su un riassetto delle Regioni italiane con ipotesi di accorpamento come quella del sindaco di Pesaro Matteo Ricci o come quella di Roberto Morassut. La presidente umbra è intervenuta in occasione della firma a Terni, col presidente della Regione Lazio Nocola Zingaretti, di due protocolli d’intesa sulla mobilità sanitaria e la promozione turistica.

I DETTAGLI DELL’ACCORDO
PROTOCOLLO SANITA’: LA SCHEDA

Intese dal basso «Con la firma di questi due protocolli d’intesa tra le Regioni Umbria e Lazio – ha spiegato Marini – vogliamo perseguire innanzitutto l’obiettivo di realizzare un ‘federalismo solidale’ che promuova una maggiore integrazione tra territori al fine di migliorare i servizi per i cittadini, ed al tempo stesso produrre significative economie di spesa». E quell’integrazione dal basso tra territori passa attraverso capitoli specifici di interesse comune. «Questi due accordi – ha proseguito Marini – offrono proprio l’occasione per riflettere sulla necessità che le riforme, soprattutto del sistema delle Regioni, possono e devono partire dal basso, favorendo e privilegiano l’integrazione tra territori limitrofi, nel rispetto delle loro naturali e storiche connessioni. Che qui a Terni sono con le province laziali di Rieti e Viterbo, mentre per altre aree dell’Umbria sono con la Toscana a nord e con le Marche sul versante appenninico».

PROTOCOLLO TURISMO: LA SCHEDA

Zingaretti: «Superare i confini» Di «esempio italiano» di come si possono riformare le Regioni ed il loro ruolo, ha parlato invece il presidente Zingaretti, riferendosi ai due protocolli d’intesa sottoscritti tra Umbria e Lazio: «questo – ha affermato – è un inizio concreto di una sperimentazione della collaborazione interregionale che ha anche come obiettivo il superamento dei limiti che ha oggi il regionalismo italiano. Persone, merci, imprese, tutto in questo tempo si muove a prescindere dai confini regionali, mentre le istituzioni regionali restano ingabbiate in una rigido schema amministrativo. Con questi atti – ha aggiunto – vogliamo anche dimostrare come, sia per ciò che riguarda la sanità che il turismo, è possibile spendere meno ed al tempo stesso migliorare i servizi offerti ai cittadini».