di Marta Rosati
La campagna elettorale prosegue in questi giorni che separano la città di Terni dal turno decisivo delle elezioni amministrative, quel ballottaggio agganciato dal candidato sindaco di centrodestra Orlando Masselli e dal candidato di Alternativa popolare Stefano Bandecchi; l’uno assessore uscente della giunta Latini, l’altro salito alla ribalta delle cronache come presidente della Ternana calcio. Tra i due, al primo turno, 7 punti percentuali di distacco a vantaggio del primo ma è inutile dire che quanto può succedere nel segreto delle urne, nelle giornate del 28 e 29 maggio, può ribaltare la situazione.
L’umore degli elettori Senza considerare i progetti minori (all’esito dello scrutinio esclusi dal consiglio comunale), sarà complicato per un elettore di centrosinistra che ha sostenuto Kenny o Fiorelli, decidere tra Masselli e Bandecchi; anche perché, a voler far leva sull’antifascismo (che cinque anni fa contro Latini non ha affatto premiato De Luca), non si può non considerare il paradosso. Come si evince dalle simulazioni di consiglio comunale infatti, in caso di vittoria del Centrodestra, Pd e M5s eleggerebbero ciascuno un consigliere in più rispetto allo scenario inverso. Ora, in virtù di questo, che i membri dello staff del prof argentino o del medico anestesista ternano facciano campagna elettorale per Masselli è inverosimile, ma qualche accordo che passa sopra le teste di molti o sotto i banchi di altri non è del tutto improbabile. Sarebbe l’ennesima vittoria di Bandecchi, da aggiungere a quelle indicate di seguito.
Ballottaggio a Terni 28 e 29 maggio Gestire una massa di elettori destinata a variare, sia per qualità che per quantità, nell’affluenza ai seggi, non sarà un’impresa facile. Da parte del patron della Ternana qualche abboccamento con potenziali ‘aghi della bilancia’ è già stato tentato e probabilmente sottotraccia anche il centrodestra si sta muovendo in qualche modo. Per gli apparentamenti ufficiali c’è tempo fino al 21 maggio. Tutte le dichiarazioni avranno efficacia solo se convergenti con analoghe dichiarazioni rese dai delegati delle liste interessate.Tra i cittadini ternani, ognuno fa i conti con la propria coscienza e la propria sensibilità politica, al fine di decidere se andare alle urne a fine maggio e casomai che tipo di voto esprimere. Quello che, a giudicare dall’esterno, appare evidente è però che, comunque vada, Bandecchi ha già vinto.
Exploit Bandecchi Con alle spalle un partito ‘autogestito’ e non troppo noto e quattro liste totali, tre delle quali col nome del candidato sindaco sul simbolo, ha dato una lezione ai partiti tradizionali e ora, come già sottolineato, morde alle calcagna di quel centrodestra che non solo ha favorito il suo ingresso in città, ma pare avergli consegnato le chiavi. Il percorso stadio-clinica è stato in qulche modo caldeggiato da una raccolta firme in città, che tra i padri vede un certo assessore regionale Enrico Melasecche e oggi Bandecchi rispetto all’iter intrapreso attende un feedback; nel rispetto degli obblighi legislativo-amministrativi, se non fosse per i ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, la Ternana calcio sarebbe già proprietaria dei terreni per la realizzazione del centro sportivo; Bandecchi a Terni ha inoltre ottenuto la cittadinanza onoraria; ha chiuso la sua campagna elettorale allo stadio Liberati; e, nonostante la giunta abbia blindato il nome del PalaTerni, con annesso logo della Fondazione Carit, salvo sorprese sarà proprio Bandecchi a gestire la struttura. I termini dell’accordo li conoscono lui e Salini.
Bandecchi sindaco o patron della Ternana Va da sé che, casomai diventasse sindaco, sarebbe probabilmente chiamato a valutare i conflitti di interesse e quindi a scegliere quale ruolo mantenere e a quale rinunciare. Certo quando dice più o meno ironicamente che nei primi 100 giorni del suo mandato da primo cittadino se ne andrebbe in vacanza, viene da pensare che invece a Masselli potrebbero servire tutti per la composizione della giunta. Oltre a una Lega in caduta libera che ad oggi traina quella Regione costretta a misurarsi l’anno prossimo con la consultazione elettorale, l’attuale assessore al bilancio dovrebbe fare i conti con diversi big delle preferenze, non tutti estremamente amati dentro i loro partiti, nonché con battitori liberi campioni di voto; gli equilibri sarebbero complicati soprattutto con quel Carroccio che si è avvolto su sé stesso ma ha anche rinunciato a esprimere una candidatura a sindaco a favore dei Meloniani che poi ha scelto di sostenere. L’esponente di Fratelli d’Italia comunque, oltre a una lunga militanza politica, ha dalla sua parte l’esperienza nella giunta Latini e si definisce «concreto e credibile». Messaggio rassicurante che si contrappone a quello del candidato Bandecchi che invece si definisce, casomai, «un sindaco con la valigia in mano». Agli elettori ternani l’ultima parola.
