di Gordon Brasco
Ascanio Celestini è un bravissimo attore teatrale e uno scrittore dallo stile interessante, tutte doti che lo rendono un uomo di spettacolo completo. Questo non vuol dire che poi uno possa mettersi alla regia di un film e diventare un De Sica (Vittorio, Christian non lo prendiamo neppure in considerazione) dei tempi moderni e sì che il buon Ascanio ce la mette tutta per far evolvere il suo stile che, non lo neghiamo, dall’esordio de «La pecora nera» (del 2010) è migliorato moltissimo. Quello che ci aveva lasciati interdetti nel suo lavoro del 2010 erano due elementi: la lentezza del film e la mancanza di amalgama tra i vari personaggi, che rendeva la storia da un lato quasi soporifera e dall’altra eccessivamente spezzettata. In questo «Viva la sposa» il ritmo è decisamente più veloce e la carrellata di personaggi ideati da Celestini è un efficace mix tra il bizzarro e il triste, con alcune scene drammatiche che colpiscono per intensità e recitazione, peccato che tutto questo non basti. Il film soffre di una discontinuità nell’evoluzione del racconto (o meglio dei racconti di vari personaggi) che ci riporta indietro di cinque anni e alla critica di cui sopra. Alcuni spunti poi andrebbero approfonditi maggiormente perché è un peccato incuriosire il pubblico per poi lasciarlo senza risposte, si rischia di indispettire lo spettatore e rovinargli la visione del film.
Pregi e difetti Ultima nota negativa riguarda proprio Celestini che si adombra nel film per far spazio agli altri personaggi ed è un vero peccato, perché la sua incredibile capacità teatrale non adeguatamente sfruttata, finisce per danneggiare il film stesso venendo a mancare un apporto così importante come quello dell’autore romano. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì ma con riserve: lo stile di Celestini è migliorato moltissimo e si vede, quello che però altrettanto si vede è che alcuni difetti sono ancora ben presenti. Il più grave è quello di non saper legare le vicende dei protagonisti in modo più scorrevole e uniforme, dando cioè quel senso di omogeneità che aiuta lo spettatore a immedesimarsi meglio nel racconto, vivendolo come un insieme unico e non come tanti microcosmi attaccati tra loro. Perciò se siete dei fan di Ascanio e sarete disposti a passare sopra a qualche difetto allora correte al cinema, il vostro autore preferito vi aspetta, in tutti gli altri casi pensateci bene, potreste uscire dal cinema non proprio soddisfatti.
Un film di Ascanio Celestini. Con Ascanio Celestini, Alba Rohrwacher, Salvatore Striano, Francesco De Miranda, Veronica Cruciani. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 85 min. Italia, Francia, Belgio 2015. Parthénos.
Trama: Nicola beve molto ma finge di stare smettendo. La sua storia si incrocia casualmente con quella di tanti altri personaggi. Quella di Sabatino, che vive truffando le assicurazioni, così come Concellino, che però vuole fare carriera. Quella di Salvatore, figlio di Anna e forse anche di Nicola (sua madre infatti è una prostituta che ignora chi sia l’uomo che le ha dato quel figlio). Quella di Sofia, che vuole scappare in Spagna insieme a un’amica, ma poi resta a Cinecittà. In mezzo a queste, e ad altre storie, la vicenda di un’americana che gira per l’Italia vestita da sposa.
Perugia
Melies: 21.30
