di Cri. Map.
Un’attesa che inizia a farsi sentire. La nomina dei nuovi direttori dei dieci musei italiani è oramai questione di pochi giorni. Tra questi il più importante museo regionale, la Galleria Nazionale dell’Umbria portata alla ribalta negli ultimi anni dal direttore uscente Marco Pierini. Il bando è stato pubblicato a giugno, la prima selezione si è conclusa e i colloqui con i candidati sono terminati a novembre.
I dieci musei in cerca di un direttore sono suddivisi in due fasce: quattro per quella dirigenziale generale (tra cui gli Uffizi e Capodimonte) e sei per quella non generale. Ora il futuro della cultura italiana è nelle mani della commissione di valutazione, nominata a luglio, “autonoma e indipendente” presieduta da Francesco di Ciomma (ordinario di Diritto privato alla Luiss), Marina Brogi (ordinaria di Economia alla Sapienza), Carmela Capaldi (ordinaria di Archeologia classica alla Federico II), Luigi La Rocca (direttore generale Archeologia, belle arti e paesaggio) e Daniela Porro (storica dell’arte della Soprintendenza di Roma).
Alla Gnu Alla Galleria Nazionale dell’Umbria, c’è attesa per il dopo Pierini che ha guidato il museo dal primo ottobre 2015 fino a novembre 2023, molto stimato e apprezzato, non solo per la sua carica istituzionale, ma anche per la passione che, durante il mandato, ha messo per accendere i riflettori della stampa internazionale sulla Gnu, non ultima la mossa vincente della mostra dedicata a Pietro Vannucci “Il meglio maestro d’Italia. Perugino nel suo tempo”, che ha fatto scalpore in ogni dove, presa d’assalto da turisti provenienti da ogni angolo d’Europa, e anche oltre.
I musei Il direttore uscente si è candidato alla guida di quattro poli museali: la Galleria degli Uffizi a Firenze, il museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli, la Pinacoteca di Brera a Milano e la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma. Nel frattempo a dirigere temporaneamente la Gnu è arrivato Stefano L’Occaso, già alla guida del museo di Mantova.
Chi si è candidato Nella “decina” in corsa per la direzione della Gnu ci sono Costantino D’Orazio, scrittore, curatore e conduttore televisivo; Francesca Riccio, già soprintendente per le provincie di Brindisi e Lecce; Mirella Serlorenzi, a sua volta soprintendente speciale per i beni archeologici di Roma; oltre a Annamaria Bava già direttrice dell’Ufficio esportazione oggetti di antichità e arte del MIC, Giorgia Calò già coordinatrice del centro di cultura della Comunità Ebraica di Roma, Cristina Galassi professoressa di Museologia e Critica Artistica e del Restauro dell’Università di Perugia, Lorenzo Sbaraglio già direttore dei fiorentini Parco e Giardino di Villa il Ventaglio, Villa Carducci Pandolfini, Veruska Picchiarelli a sua volta direttrice regionale dei Musei dell’Umbria e spalla di Pierini alla Gnu, Federica Zalabra direttrice ad interim dei Musei dell’Abruzzo, Enza Zullo già direttrice del Museo Nazionale del Paleolitico di Isernia e di Santa Maria delle Monache di Isernia e nella Direzione Regionale Musei Molise.
La scelta Ora la Commissione si stringerà su una terna per ogni museo, in base alla quale il ministro Gennaro Sangiuliano (se per un museo di prima fascia) o il direttore generale dei musei Massimo Osanna (se si tratta di seconda fascia), individueranno i nuovi direttori. Il toto scommessa sui chi andrà a dirigere cosa è già partito. Tra i più accreditati per una conferma c’è lo storico dell’arte tedesco Eike Schmidt che, come si dice, potrebbe traslocare dagli Uffizi a Napoli per dirigere Capodimonte.
