di Gordon Brasco

Perché? Per quale stramaledettissima ragione Moccia è riuscito a mettere ancora una volta le mani su una cinepresa? E pensare che passati tre anni dall’ultimo abominio (Scusa ma ti voglio sposare, del 2010) eravamo quasi convinti di averla sfangata e invece…e invece il regista romano è tornato a colpire. Una storia spaventosamente banale scritta in preda a un raptus di nostalgia per le sit-com anni ’80, con dialoghi idioti mutuati da qualche fotoromanzo  per teenager (ammesso che ne esistano ancora) e una musica invasiva che vi tormenterà i timpani…ecco solo alcuni degli ingredienti venefici che Moccia ha sapientemente dosato per tirar fuori una «cagata pazzesca» che diventerà un ottimo argomento nelle prossime tavole rotonde su quanto in basso può cadere il cinema italiano. Non solo la trama è sfilacciata e cucita malamente per legare l’un l’altro i vari episodi del film ma la rappresentazione giovanile ideata da Moccia è qualcosa di stupefacente per quanto lontana dalla realtà: questi baldi giovinastri si trascinano da una scena all’altra come protagonisti di una pubblicità della Tim, rivolgendosi tra loro con frasi alla Happy Days come se tutto quello che c’è fuori non esistesse…niente crisi, niente lavoro, niente futuro…per Moccia tutto questo non esiste.

Bamboccioni cerebrolesi I suoi universitari sono dei bamboccioni cerebrolesi che gongolano all’interno di una vita da cartolina partorita da una mente malata che probabilmente l’ultimo universitario che ha conosciuto è quello che interpretava Sergio Vastano in Drive In circa vent’anni fa. L’unica cosa che salviamo di questa roba è il contributo di alcuni dei giovani attori che rappresentano una ventata d’aria fresca nel panorama delle nuove leve del nostro cinema, tra questi sicuramente da citare è Primo Reggiani (Fantasmi – Italian Ghost Stories – Episodio: Offline, regia di Andrea Gagliardi del 2011, e Ci vediamo a casa, di Maurizio Ponzi del 2012), bravo, ispirato e capace di dare al suo personaggio una qualche parvenza di realtà. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi no: è un film sbagliato, banale, con una caratterizzazione dei personaggi assolutamente da censurare dove gli universitari italiani vengono immaginati come all’interno di un gigantesco spot di cellulari. Completano il quadro dialoghi assurdi e scenette collettive mutuate dai film teen degli anni ’80. Fatevi un favore e non buttate i soldi.

Un film di Federico Moccia. Con Simone Riccioni, Brice Martinet, Primo Reggiani, Maria Chiara Centorami, Nadir Caselli. Commedia, durata 90 min. Italia 2013. Medusa.

Trama: Carlo, Faraz e Alessandro, sono tre universitari fuori sede, che dividono una casa. Anzi no, non proprio una casa: “Villa Gioconda”, una ex clinica in disuso che il padrone ha deciso di affittare a studenti fuori-sede, senza neanche rimetterla troppo a posto… Convivere tra maschietti è facile, ognuno col proprio disordine, con le proprie non-regole, con il proprio ‘metodo di studio’. L’universo maschile in cui vivono, però, sta per essere invaso dalle donne. Il padrone di casa decide di affittare anche a ragazze, contravvenendo a una vecchia regola da lui imposta anni addietro. Saranno così Francesca, Giorgia ed Emma ad irrompere a ‘Villa Gioconda’ sconvolgendo l’instabile equilibrio cameratesco e mettendo la casa in subbuglio. Carlo, Giorgia, Emma, Alessandro, Faraz e Francesca, affrontano così un anno di università insieme: quel lungo momento magico e durissimo in cui ci si prepara il futuro con le proprie mani, quella specie di ultima vacanza prima di fare davvero sul serio nella vita.

Perugia
Gherlinda: 17.35 19.40 20.05 22.30
Uci Cinemas Perugia: 17.40 20.10 22.30

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 20.00 22.30

Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 16.00 18.00 20.30 22.30
The Space: 15.20 17.40 20.00 22.20

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