di Daniele Bovi
Quasi 16 milioni, per la precisione 15.929.710 e 29 centesimi. A tanto ammonta l’avanzo libero stando al rendiconto 2025 approvato nelle scorse ore dalla giunta comunale di Perugia; rendiconto che è il documento con cui l’amministrazione tira una riga rispetto all’anno precedente e che va approvato entro il 30 aprile. La parte disponibile – nel non troppo corretto gergo giornalistico “tesoretto” – potrà essere utilizzata da Palazzo dei Priori per una serie di spese e investimenti come già fatto nel corso dell’anno precedente. Un 2025 in cui era stata accesa la discussione politica sugli oltre 24 milioni di avanzo libero scovati dall’assessorato di Alessandra Sartore grazie a un importante lavoro di “ripulitura” del bilancio.
Sartore Quest’anno il quadro è differente: «Le dinamiche – spiega Sartore a Umbria24 – hanno riguardato essenzialmente le procedure contabili con le quali si costruiscono i bilanci previsionali, che impongono di essere molto prudenti ad esempio sul fondo per i crediti di dubbia esigibilità. Un po’ di “ripulitura” per quanto riguarda le voci in conto capitale c’è stata, ma la gran parte dell’avanzo quest’anno deriva dalle modalità con le quali il bilancio è stato costruito». In sostanza, i fondi prudenzialmente accantonati ad esempio per crediti dubbi o potenziali perdite sono tornati nelle disponibilità dell’ente, non essendoci stati problemi particolari o esigenze a cui far fronte.
«Bilancio solido» Nel complesso Sartore parla di un bilancio «che sta molto bene e che è solido. C’è stato anche recupero dell’evasione, con accertamenti superiori a quanto ipotizzato, in un contesto generale in cui i nostri cittadini le tasse le pagano». Per il 2026 «l’obiettivo primario sarà quello di chiudere il Pnrr. Bisognerà poi concentrarsi – prosegue l’assessora – anche sui residui attivi, dato che abbiamo molti soldi da riscuotere dalle altre amministrazioni». Un cruccio sarà poi quello dell’aumento dei prezzi legato al difficilissimo contesto geopolitico, e che si potrebbe riverberare sul costo dei lavori; ecco perché anche su questo fronte regnerà la prudenza in termini di accantonamenti.
I numeri Quanto alle altre cifre essenziali, il rendiconto 2025 chiude con un risultato di amministrazione di 176,6 milioni. La quota più consistente è accantonata (113,2 milioni), di cui 93,9 per crediti di dubbia esigibilità, mentre 46 milioni sono vincolati. Tutti positivi gli equilibri di bilancio, mentre le entrate principali arrivano da tributi per 151,3 milioni, a fronte di spese correnti pari a 188,7 milioni e investimenti per 57,8 milioni. La cassa si attesta a 86,8 milioni. I residui attivi sono invece 205,3 milioni, quelli passivi 54,7. Il debito scende a 94,3 milioni, in calo del 24,6 per cento rispetto al 2015. Il conto economico registra un utile di 4,1 milioni, il patrimonio netto raggiunge 429,9 milioni e, in generale, vengono rispettati tutti i parametri di equilibrio, senza criticità finanziarie.
L’evasione Più articolato il fronte che riguarda il recupero dell’evasione. Nel 2025 Palazzo dei Priori ha accertato 8,5 milioni dal recupero dell’evasione, in lieve calo rispetto ai 9 milioni del 2024. La quota principale arriva dall’Imu, con 6,7 milioni, in crescita e oltre le previsioni. Più contenuti i risultati della Tari, ferma a 943 mila euro, e dell’addizionale Irpef, che supera le attese con 802 mila euro. In aumento anche il recupero sul canone pubblicitario, a 1,57 milioni. Molto ampio rimane il divario tra somme accertate e incassi effettivi: per l’Imu, a fronte degli avvisi emessi nel 2025, sono entrati circa 657 mila euro, mentre oltre 2,5 milioni arrivano da debiti degli anni passati. La massa dei crediti ancora da riscuotere è consistente. Solo per la Tari supera i 32,7 milioni, di cui oltre 18 milioni risalenti agli anni precedenti. L’Imu non incassata invece sfiora i 24,8 milioni, mentre le multe stradali pesano per oltre 15,4 milioni. Nel complesso, i crediti classificati di «dubbia esigibilità» sfiorano i 98 milioni.
I mutui Ai quasi 16 milioni di avanzo libero bisogna aggiungere altre risorse importanti relative alla maxi rinegoziazione dei mutui varata nelle scorse ore dalla giunta. In particolare, l’operazione riguarda 611 mutui con Cassa depositi e prestiti per un debito residuo di oltre 80,8 milioni. L’operazione punta a liberare risorse nel breve periodo, con un risparmio di circa 1,64 milioni tra il 2026 e il 2027. Il beneficio deriva dalla riduzione della quota capitale nei primi due anni, a fronte di un lieve aumento del tasso medio, che passa dal 3,64 per cento al 3,66 per cento. Dal 2028 le rate torneranno a regime, con un maggior costo complessivo stimato in circa 610 mila euro fino al 2045, senza aumento del debito. Le risorse saranno utilizzate per far fronte ai rincari energetici e ad altre spese urgenti, tra cui quelle sociali.
