di Gordon Brasco
Se lo Zamperini della Jolie è «Unbroken» noi, all’uscita dalla sala cinematografica un po’ broken lo eravamo. Non discutiamo l’eroismo del protagonista né la veridicità dei fatti, dopotutto Louis Zamperini è addirittura citato in vari testi scolastici Usa, ma proprio per questo motivo un film del genere non dovrebbe mai scadere nell’autocelebrazione, pena perdere la credibilità narrativa del dramma storico per finire nel limbo della mitologia. Quando a Mel Gibson dopo la proiezione della prima de «La passione di Cristo» (2004) fecero notare che le torture descritte nel film erano fisicamente impossibili da sostenere per un singolo uomo, lui rispose serafico «Quello non era un uomo qualunque, quello era il figlio di Dio e io ho riportato quello che c’è scritto sulle sacre scritture». Qui accade un po’ la stessa cosa: Zamperini ha sicuramente subito tutto quello che la Jolie minuziosamente racconta nel film, solo che concentrare tutto questo in due ore, proponendo allo spettatore personaggi dalla cattiveria inaudita, non fa appassionare alla vita di Zamperini; piuttosto ci dà l’impressione di essere finiti in mezzo a una serata di catechismo per adulti dove per essere presi sul serio si chiede un atto di fede, cosa di cui noi non siamo forniti, almeno non per le opere della Jolie.
Mal riuscito Assolutamente uscito dalla mente di un maniaco la caratterizzazione del personaggio di Mutsushiro Watanabe (Takamasa Ishihara), così cattivo e spietato che Hitler a confronto vi sembrerà un allegro coltivatore di margherite…un modo così vecchio e scontato di descrivere il nemico che fa fare al cinema mondiale un salto indietro di sessant’anni, con buona pace di registi come Clint Eastwood che con titoli come «Lettere da Iwo Jima» (del 2006) hanno cercato di sorpassare la visione arcaica del nemico-mostro per mettere tutti (vincitori e vinti) sullo stesso piano e stigmatizzare la guerra in quanto tale, non gli uomini che ci combattono dentro. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi no: è un esercizio mal riuscito di supereroismo all’americana, dove le peripezie di un uomo qualunque vengono raccontate come si farebbe con le gesta di Steve Rogers (al secolo Capitan America); peccato che Zamperini sia stato un uomo in carne e ossa mentre il secondo è solo il parto di una mente fantasiosa. Raccomandiamo perciò alla moglie di Brad Pitt di dedicarsi agli eroi Marvell o ai racconti biblici e, visto gli agganci che ha in Vaticano (dove ha presentato il suo film a Papa Francesco), vediamo per lei un futuro da regista vaticanista da dieci e lode.
Un film di Angelina Jolie. Con Jack O’Connell, Domhnall Gleeson, Garrett Hedlund, Finn Wittrock, Jai Courtney. Drammatico, durata 130 min. USA 2014. Universal Pictures.
Trama: Un dramma epico che racconta l’incredibile storia dell’atleta olimpionico ed eroe di guerra, Louis “Louie” Zamperini, che insieme ad altri due membri dell’equipaggio, è riuscito a sopravvivere su una zattera per 47 giorni, in seguito ad un disastroso incidente aereo durante la Seconda Guerra Mondiale, per poi essere catturato dalla Marina giapponese e spedito in un campo di prigionia.
Perugia
Postmodernissimo: 16.30 / 19.15 / 21.45
Gherlinda: 16.10 / 19.10 / 22.10
Uci Cinemas Perugia: 16.30 / 19.30 / 22.30
Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30
Terni
The Space: 16.20 / 19.20 / 22.20


