di Stefania Supino
Dal 16 al 19 ottobre Pietralunga ha ospitato la decima edizione della scuola nazionale Common – “C’è e ci riguarda”, promossa da Libera insieme al Gruppo Abele, in collaborazione con il master in analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione, e ospitata da Arci. Per quattro intense giornate, oltre settanta tra attivisti, studenti e rappresentanti del mondo civico si sono riuniti nel borgo umbro per riflettere sul futuro dell’impegno collettivo contro la corruzione. «Tutto questo inizia con la volontà di costruire il movimento dell’anticorruzione civica attraverso incontri frontali, laboratori e momenti di confronto» spiega Leonardo Ferrante, responsabile del progetto.
L’edizione di quest’anno, giunta al suo decimo anniversario, ha avuto come titolo Costruiamo insieme le culture contro la corruzione e si è articolata intorno a cinque parole chiave: contestualizzare, connettere, correlare, controbilanciare e corriparare. Tra i relatori si sono alternati docenti universitari, esperti di società civile, rappresentanti dell’Autorità nazionale anticorruzione e familiari di vittime innocenti di mafia, le cui testimonianze hanno aggiunto una forte dimensione umana al percorso formativo. Non sono mancati approfondimenti su temi attuali come il whistleblowing, l’utilizzo dei dati nel monitoraggio civico e il racconto di esperienze concrete, tra cui un’inchiesta realizzata ad Assisi e i processi di ricostruzione post-sisma.
Dopo le edizioni in Calabria e nel Cadore, la scelta di tenere la scuola Common in Umbria non è casuale: «Pietralunga e il suo territorio sono diventati il simbolo di un centro Italia che vuole essere parte attiva nel contrasto alla corruzione e alla criminalità organizzata» afferma Ferrante. Come sottolineano gli organizzatori, l’obiettivo è guardare al futuro, costruendo una rete di comunità monitoranti capace di incidere concretamente nella vita pubblica e di dare forma al movimento anticorruzione dei prossimi dieci anni. Pietralunga, per qualche giorno, è diventata così non solo sede di formazione, ma anche simbolo di speranza e di impegno collettivo per un Paese più giusto e trasparente.
