di Gordon Brasco

Se ci fosse un festival del cinema dedicato ai lungometraggi banali questo film vincerebbe tutti i premi in concorso. Banale la trama, banali i dialoghi, banali le scenografie, banale il finale…insomma dobbiamo proprio continuare? Parlar male dell’ultima fatica firmata da Peter Howitt (Sliding Doors del 1998, S.Y.N.A.P.S.E. – Pericolo in rete del 2001, Johnny English del 2003) è come sparare sulla croce rossa…ci sono così poche cose buone in questo film che è imbarazzante anche parlarne. La prima cosa che lascia sconcertati è la durata, appena 90 minuti, il che di per sé non è un male assoluto ma ci sono delle regole non scritte nella settima arte che a volte possono essere d’aiuto a chi magari non legge le critiche prima di entrare in sala, limitandosi solo a guardare le locandine e l’elenco del cast. Un film ‘corto’ (e oramai un film di un’ora e mezza può essere considerato corto) obbliga il regista a un ritmo sostenuto e solitamente è scelto per le commedie, così che il susseguirsi delle gag non facciano mai calare l’attenzione e l’ilarità nello spettatore. Un thriller solitamente si affida a uno svolgimento della trama complesso, di solito lento all’inizio per dare il tempo allo spettatore di capire la trama e creare quel pathos necessario ai successivi colpi di scena che porteranno all’epilogo…ovvio quindi che i tempi del film siano di più ampio respiro rispetto a una comedy.

Strizzato Qui invece Howitt fa l’inverso, strizza la storia in 90 minuti costringendo chi è in sala a subire un’accelerazione dietro l’altra senza nessuna giustificazione o razionalità. A peggiorare la situazione c’è tutto il resto, ovvero dialoghi al limite del cerebroleso e una recitazione assolutamente sconfortante. Persino un pezzo da novanta come Samuel L. Jackson diventa un attore da oratorio (con tante scuse agli oratori) chiuso in un personaggio così piatto da rattristare anche i suoi più granitici fan. Non diciamo nulla del finale ma vi assicuriamo che già a metà del film capirete l’epilogo. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi no: manca tutto quello che potrebbe rendere questa storia interessante o almeno degna dei vostri soldi. Si naviga a vista raccontando una favoletta triste e grigia, senza colpi di scena, inventiva né dialoghi all’altezza di un thriller. Avete voglia di buttare via i soldi? Aprite la finestra e lanciateli in strada è sicuramente la scelta più saggia.

Un film di Peter Howitt. Con Dominic Cooper, Gloria Reuben, Ryan Robbins, Erin Karpluk, Dylan Taylor, Samuel L. Jackson. Thriller, durata 91 min. USA 2014. Adler Entertainment.

Trama: Mitch Brockden è un giovane e affermato assistente procuratore. E’ appena diventato padre e, di ritorno da una serata con gli amici, sta guidando verso casa quando investe incidentalmente un pedone. Per non utilizzare il suo cellulare, chiama l’ambulanza da un telefono pubblico e abbandona il cadavere ai margini della strada. Il giorno successivo Mitch apprende dalla stampa che un uomo di nome Clinton Davis è stato arrestato per l’omicidio di Cecil Akerman, il passante che Mitch ha investito. Mitch conosce la verità su questa morte ma non si sente di rivelarla per le implicazioni legali che ne nascerebbero. Pressato dai sensi di colpa, ottiene che gli venga assegnato il caso e, con l’aiuto di una fonte inaspettata, Davis viene assolto. Ma con questa sentenza Mitch mette in pericolo la sua vita e quella della sua famiglia…

Perugia
Gherlinda: 15.45 / 17.55 / 20.05 / 22.20
Uci Cinemas Perugia: 17.30 / 20.15 / 22.20

Terni
The Space: 20.15 / 22.45

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