di Gordon Brasco

Si può dire? Che palle! Puntuale come la dichiarazione dei redditi arriva per Natale il solito film di Pieraccioni e ogni anni siamo qui a contorcerci sulla poltrona del cinema come un wurstel sulla graticola. Qualcuno deve aver pigiato il tasto «pausa» nella testa del regista toscano negli anni ’90 perché niente del suo stile è cambiato in tutti questi anni e non è un complimento, perché del genio che s’intravedeva nel I laureati (1995) e nel Il ciclone (1996) non c’è più traccia da tempi immemorabili. Così finiamo per sorbirci per un’ora e mezza la solita favoletta compassata all’italiana, con protagonisti dipinti in modo lieve ma superficiale che si dibattono in una storia scialba senza la benché minima intenzione di offrire allo spettatore un approfondimento che sia uno dei tanti temi trattati dal film. È tutto uno scorrere via senza far danni, come una guerra combattuta con armi a salve, dove si fa un gran baccano, si muovono un sacco di pedine ma di morti e vero pathos non c’è traccia. E sì che l’intenzione del regista era proprio di riallacciarsi a quel I laureati (con autocitazioni inquietanti) per rappresentare la gioventù dei giorni nostri, peccato che Pieraccioni finisca nello stesso tremendo buco nero che ha inghiottito Moccia e i suoi Universitari (film del 2013) perché per rappresentare una generazione a cui non si appartiene più o si è dotati di grande sensibilità e capacità d’osservazione oppure si finisce per dipingere qualcosa che non esiste, una macchietta della realtà, fatta di persone che non rappresentano i giovani d’oggi ma solo come un occhio disattento di un quarantenne li percepisce.

Sedicenti giovani d’oggi Drammatici (in senso ironico) i passaggi da un problema all’altro dei sedicenti «giovani d’oggi» che affollano il film di Pieraccioni…tematiche anche dure (come per esempio l’aborto) trattate con una superficialità da far venire voglia di alzarsi e andarsene dalla sala. E poi ancora con la voce narrante come vent’anni fa? Ma è davvero così difficile andare avanti ed evolvere il proprio stile narrativo in qualcosa che non assomigli a una puntata di Hazzard? Bravo Maurizio Battista che si dimostra in grado di essere usato anche in parti più complesse, speriamo solo che l’attore-cabarettista romano riesca a mettere le mani su copioni un po’ più interessanti in futuro. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi no: è il solito lavoretto stiracchiato di Pieraccioni fatto uscire un po’ prima di Natale per garantirsi la presenza in sala durante le feste e raggranellare qualche soldo puntando sulla disperazione della gente che in quei giorni andrebbe a vedere al cinema anche La corazzata Potëmkin (film di Sergej Ejzenštejn del 1925 reso celeberrimo da Fantozzi) pur di scappare per qualche ora dai parenti. Dateci retta: se proprio non ne potete più di tombolate e cene luculliane fatevi una passeggiata, non butterete soldi e la vostra digestione ne gioverà.

Un film di Leonardo Pieraccioni. Con Leonardo Pieraccioni, Serena Autieri, Maurizio Battista, Marco Marzocca, Marianna Di Martino. Commedia, durata 95 min. Italia 2013. 01 Distribution.

Trama: Arnaldo, Anita e le due gemelle Martina e Federica, ecco la famiglia Nardi. Una tranquilla e normalissima famiglia medio borghese. L’uomo è in quella fase della sua vita dove la nostalgia per il periodo da studente si fa forte. Sarebbe bello poter tornare indietro. Sarebbe bello riassaporare quei momenti. Sarebbe bello anche raccontare a qualcuno che ha poco più di vent’anni che nella vita bisogna credere ai propri sogni e non avere paura. Magari arrivando anche a rubare una caravella di Cristoforo Colombo, come ha fatto lui, e spiegare le vele al vento per poi fermarsi solo quando…rubare una caravella di Cristoforo Colombo? Un equivoco con la moglie e la donna lo butta fuori casa! Questa è la sua grande occasione per una personalissima “macchina del tempo”. L’uomo infatti decide di andare momentaneamente a vivere in una casa di studenti: sono quattro, hanno poco più di vent’anni e l’uomo da un giorno all’altro rivive con loro quell’età, quelle speranze, quei dubbi che “purtroppo” lui non sembra avere più. Due mondi a confronto, due modi di vedere il futuro, un unico obiettivo: ritornare a quella caravella rubata…se c’è davvero.

Perugia
Gherlinda: 15.45 17.00 18.00 20.15 21.30 22.30
Uci Cinemas Perugia: 16.45 17.30 19.30 20.00 22.00 22.30

Foligno
Multisala Clarici: 18.00 20.30 22.30

Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 16.00 18.00 20.30 22.30
The Space: 15.45 18.00 20.15 22.30

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