di Gordon Brasco

Dormite sereni, un altro film come questo e le nomination per i Razzie Awards di quest’anno (i premi assegnati a Los Angeles per attori, sceneggiatori, registi, film e canzoni peggiori della stagione cinematografica) saranno al completo. Peggiore sceneggiatura, peggiore attore protagonista, peggior film e peggiore computer grafica; se poi ci volete mettere anche qualcos’altro fate pure, l’imbarazzo della scelta spazia tra dei costumi riciclati dalla saga dei vampiri di Twilight e musiche banali, buone per pubblicità di auto costose. Perché maltrattare così Tarzan? Eppure è sempre stato considerato come un supereroe, un esempio della forza umana capace di adattarsi alla natura circostante e di uscirne vincitore seppur con tutti i suoi limiti narrativi rispetto a un Superman qualsiasi, come gli stessi Crash test dummies cantavano nella canzone Superman’s song (singolo nell’album «The Ghosts That Haunt Me» del 1991). Il regista David Yates percorre una strada nuova: tralascia tutta l’infanzia del re della giungla e riprende il racconto con un Tarzan urbanizzato e felicemente sposato a una Jane diafana come un fantasma dei Ghostbuster… segue una motivazione idiota per rispedire il nostro eroe tra i gorilla del Congo e da camice inamidate, pizzi e merletti si passa a dei mutandoni da liana attillatissimi. Buoni sentimenti a livello ossessivo fanno da ossatura a una storia che vi farà passare un’ora e quaranta della vostra vita a chiedervi «chi cavolo me l’ha fatto fare?», ci mancava infatti che Tarzan convincesse un leone a diventare vegetariano e questo film di Yates sarebbe diventato l’icona del politically correct.

Flop Del cast salvo solo Christoph Waltz e il suo piglio da cattivo, che deve aver accettato questa parte dopo una sonora sbronza in qualche party hollywoodiano o perché strozzato dai debiti, altrimenti non mi capacito di come un duplice premio Oscar (Miglior attore non protagonista nel 2010 per «Bastardi senza gloria» e nel 2013 per «Django Unchained») si possa ridurre in questo modo. A peggiorare un impianto fragile e senz’anima ci pensa anche una postproduzione al computer fatta in qualche discount d’informatica; erano anni che non vedevo delle soluzioni grafiche così posticce e sgraziate, segno che il budget a disposizione era davvero risibile rispetto alla media stanziata oggigiorno. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo me no: sarò un nostalgico ma quando penso a Tarzan le uniche immagini che mi vengono in mente sono quelle di un Christopher Lambert che combatte con il gorilla anziano per il controllo del clan («Greystoke – La leggenda di Tarzan, il signore delle scimmie» è un film del 1984 diretto da Hugh Hudson). Perciò capirete come questa nuova versione già parta con le armi spuntate… metteteci poi una recitazione da cani, una sceneggiatura drammaticamente banale e un lavoro al pc non professionale e capirete come questa pellicola sia destinata a naufragare presto nel cimitero dei flop. Avete davvero voglia di vedere qualcuno con dei mutandoni lanciarsi con una corda? Andate a vedervi uno spettacolo del Cirque du Soleil e lasciate perdere questa roba, saranno soldi meglio spesi.

Un film di David Yates. Con Alexander Skarsgård, Samuel L. Jackson, Christoph Waltz, Margot Robbie, Djimon Hounsou. Avventura, durata 109 min. USA 2016. Warner Bros Italia.

Trama: Tarzan, alias John Clayton III, si trova in Inghilterra dopo aver fatto ritorno alla società civile. Ma la regina Vittoria gli affida il compito di investigare sui possedimenti in Congo dove un feroce signore della guerra ha preso il controllo di una miniera di diamanti. Tarzan si unisce a un veterano della Guerra Civile divenuto mercenario di nome George Washington Williams per catturare il pericoloso nemico.

Perugia
Gherlinda: 17.30 / 18.30 / 19.15 / 20.00 / 21.00 / 21.45 / 22.30
Uci Cinemas Perugia: 17.40 / 19.40 / 20.15 / 22.15 / 22.40

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30

Terni
The Space: 17.30 / 18.30 / 20.00 / 22.30

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